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Progetto Generazione Z: aggiornamento situazione e prossimi passi

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Prosegue con successo la fase di rilevazione dell’esperienza dei minori nell’uso di Internet e delle moderne tecnologie digitali, con risultati addirittura superiori a studi di settore ben più blasonati, grazie ai patrocini ottenuti e all’apporto di professionisti di tutto rispetto. In questo articolo illustro i risultati preliminari conseguiti e tutte le prossime iniziative: libro, eventi, progetti. Colgo l’occasione per illustrare l’attuale composizione del team di progetto e per ringraziare tutti coloro che hanno donato, collaborato e stanno supportando l’iniziativa, nell’interesse dei nostri figli e studenti.

 

Il progetto Generazione Z

I nostri figli, bambini e ragazzi, appartenenti alla Generazione Z, nati e cresciuti in una società ipertecnologica e iperconnessa, vivono costantemente a contatto con le moderne tecnologie di comunicazione, i cui effetti sono ancora poco studiati e i cui rischi derivanti possono tradursi in esperienze negative, talvolta devastanti.

I fattori di rischio sono molteplici e vanno oltre il cyberbullismo di cui si parla tanto: dipendenza dai dispositivi digitali, dal gioco e da sostanze, videogiochi inadatti all’età, sexting, pedopornografia, adescamento, furto d’identità, gestione delle credenziali d’accesso, privacy e salvaguardia della propria immagine sono i principali esempi dei temi trattati nel questionario di rilevazione.

Il progetto Generazione Z è volto a rilevare l’esperienza dei minori nell’uso delle moderne tecnologie, con l’obiettivo di individuarne i potenziali rischi e rappresentarli con la chiarezza necessaria ad aumentare il livello di consapevolezza di bambini, ragazzi, genitori ed insegnanti. Esso si svolge interamente in forma di volontariato, senza scopo di lucro, grazie al supporto di professionisti, psicologi, psicoterapeuti, sociologi, esperti di moderne tecnologie digitali e forze dell’ordine.

Il progetto ha ottenuto il patrocinio dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Rovigo e gode del supporto fattivo dell’Ufficio Scolastico di Padova e Rovigo per la diffusione presso gli istituti scolastici del territorio. Il progetto è inoltre patrocinato dall’associazione di promozione sociale Rete Progetti, di cui sono cofondatore e membro del consiglio direttivo, che è inserita nel POF del 5° Istituto Comprensivo “Donatello” di Padova. Queste importanti collaborazioni garantiranno una maggiore efficacia sia nella fase di rilevazione che nelle successive fasi di restituzione sotto forma di rapporti ed eventi.

Le spese da sostenere per la gestione del progetto, in particolare per la sottoscrizione della piattaforma Web di sondaggio, sono sostenute dai volontari coinvolti, ma possono essere coperte anche attraverso l’iniziativa di crowdfunding appositamente avviata sulla piattaforma Generosity, tramite la quale abbiamo ricevuto al momento 200 dollari USA (circa 160 euro, tolta la commissione di trasferimento fondi prevista da Indiegogo) per i quali ringrazio tutti i donatori. La scadenza attualmente prevista per la fase di rilevazione è il 27 maggio 2017 ma, qualora arrivassero altri fondi a copertura delle spese di gestione della piattaforma di sondaggio, tale scadenza potrebbe essere prorogata anche fino a fine 2017.

Per donare cliccare qui: PROGETTO GENERAZIONE Z su GENEROSITY

 

La base statistica

Prosegue con successo la fase di rilevazione dell’esperienza dei minori con le moderne tecnologie digitali e Internet. Al momento in cui scrivo i questionari raccolti hanno già superato quota 1.100, mentre la rilevazione è tuttora in corso presso un istituto scolastico e altri quattro istituti stanno per avviarla fra gli studenti.

Il risultato è già da considerarsi eccezionale, tenuto conto che i rapporti prodotti su analoghi temi da enti più blasonati come IPSOS Public Affairs e Save the Children hanno avuto una base statistica di 801 soggetti da 12 a 17 anni nel 2017 e di 1.003 soggetti da 12 a 17 anni nel 2015. Anche la più estensiva ricerca condotta da EU Kids Online in ben 25 paesi europei ha avuto una base statistica di 25.142 soggetti da 9 a 16 anni, con una media per singolo stato di circa 1.000 soggetti.

Anche la base statistica di Generazione Z è più ampia rispetto ai citati studi, poiché riguarda soggetti di età compresa fra 8 e 18 anni, con l’obiettivo di valutare le modificazioni dei fattori di rischio e dei comportamenti al variare dell’anno di nascita, dell’età e della classe di appartenenza del soggetto.

 

Le modalità di rilevazione e restituzione

Il sondaggio avviene con tecnica CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) mediante questionario anonimo, non riconducibile ad alcun soggetto, in cui gli unici elementi personali raccolti sono l’età, il sesso e la classe frequentata. Il questionario può apparire lungo e impegnativo da compilare, poiché composto da ben 100 domande, ma richiede circa 20-25 minuti per la compilazione a seconda del soggetto e, soprattutto, consente di ricondurre le risposte sui vari argomenti trattati ad un unico soggetto, benché, come già detto, non identificabile con una persona fisica precisa. Tutti gli istituti scolastici aderenti riceveranno, immediatamente dopo la conclusione della rilevazione, un rapporto dettagliato con i risultati personalizzati relativi ai loro studenti.

Le scuole che hanno partecipato all’iniziativa hanno optato per diverse forme di compilazione del questionario. La maggior parte delle scuole ha scelto la compilazione nell’aula di informatica d’istituto, portando a turno ciascuna classe nell’aula e impegnando circa 30 minuti per la compilazione. Altri istituti, soprattutto se non dotati di aula di informatica funzionante o di connessione ad Internet, hanno chiesto agli studenti di portare a scuola i propri dispositivi mobili (smartphone o tablet), ad esempio il sabato mattina, per la compilazione del questionario. Un istituto si è limitato ad inviare una comunicazione alle famiglie chiedendo di aderire alla rilevazione compilando il questionario a casa, mentre un’ulteriore possibilità è costituita dalla compilazione manuale su supporto cartaceo. Va evidenziato che, mentre la compilazione in aula tocca percentuali di adesione vicine al 100%, la compilazione a casa ha purtroppo un tasso di adesione molto più basso (20-25%) se non viene esercitato un controllo continuativo da parte dei docenti sull’effettiva compilazione.

 

I risultati preliminari

I primi risultati della rilevazione sono stati presentati sia in un precedente articolo, sia in un evento di formazione per circa 200 docenti tenutosi poco tempo fa presso l’ITI F. Severi di Padova. Ulteriori eventi sono in corso di organizzazione per la restituzione dei primi risultati agli istituti scolastici e ai genitori, in collaborazione con il 5° Istituto Comprensivo “Donatello” di Padova e l’Ufficio Scolastico di Padova e Rovigo.

Fra i principali risultati preliminari vorrei citare il progressivo abbassamento dell’età in cui i minori entrano in possesso di uno smartphone personale (oltre il 90% già a 12 anni) e la bassissima percentuale di soggetti dotati di un’adeguata conoscenza delle tecnologie che utilizzano quotidianamente: solo il 12% è in grado di distinguere Internet dal Web, dalla connessione, dal browser o dalle app, mentre il 69% non ha alcuna cognizione in merito. Il 99% usa i social media e il 93% è in possesso di un proprio profilo su almeno un social media, con maggior preferenza per Whatsapp (97%), Instagram (71%) e YouTube (63%). In calo l’uso di Facebook (58%).

Bullismo e cyberbullismo sono gli argomenti più dibattuti a scuola (rispettivamente 87% e 80%), mentre altri argomenti altrettanto importanti per la loro sicurezza sono meno trattati: dipendenza da Internet (49%), privacy (47%), dipendenza da videogiochi (28%), pedopornografia (27%), adescamento (15%) e sexting (11%) sono i principali esempi di argomenti troppo poco discussi e approfonditi in classe.

In realtà, analizzando i fattori di rischio rilevati e la frequenza con la quale i minori sono esposti a potenziali eventi negativi, si rileva come il cyberbullismo interessa di fatto una percentuale molto bassa dei soggetti (solo il 9%, valore coincidente con gli studi pubblicati da IPSOS e Save the Children per il Safer Internet Day 2017), mentre altri fattori di rischio hanno un’incidenza sensibilmente superiore.

L’amicizia concessa a sconosciuti (65%), i videogiochi violenti e vietati per l’età (61%), i tentativi di adescamento (56%), le forme di dipendenza dalle tecnologie (52%), la pubblicazione di informazioni private (30%), la pedopornografia (23%) e il sexting (17%) vengono rilevati con frequenze alquanto preoccupanti e meriterebbero una maggiore focalizzazione nel corso degli eventi di educazione e sensibilizzazione organizzati dagli istituti scolastici, sia verso gli studenti stessi, sia verso i loro genitori.

Facendo un focus sul tema della pedopornografia, che rappresenta un reato penale (artt. 414-bis e 600-quater C.P.), si rileva che un soggetto su quattro dichiara di detenere nel proprio smartphone foto o filmati che ritraggono egli stesso o altre persone che conosce in situazioni imbarazzanti, compromettenti, provocanti, di parziale (10%) o totale nudità (4%). I valori rilevati sono piuttosto preoccupanti e portano alla luce la sempre maggiore diffusione della pratica del sexting, cioè lo scambio di foto o filmati a sfondo sessuale con l’obiettivo di conquistare o accontentare i propri coetanei o il proprio partner.

L’evento “The Fappening”, che nell’agosto del 2014 ha reso pubblici foto e filmati privati di oltre 200 celebrità, è alquanto indicativo del trend in voga fra adolescenti e teenager. Quasi tutte le celebrità coinvolte nell’evento (e nei successivi episodi analoghi accaduti più volte da allora fino ad oggi) detenevano nel proprio smartphone, o nell’account iCloud di Apple, numerosi filmati e fotografie di nudità e di provocazione sessuale esplicita. Molte di queste celebrità sono cantanti famosissime o attrici protagoniste di serie TV e film seguitissimi dai teenager di tutto il mondo, quindi idoli dai quali essi traggono esempi comportamentali e misure etiche.

Deve far riflettere anche il fatto che, in caso di proposte indesiderate, solo un minore su due si rivolge a qualcuno per informarlo dell’accaduto, soprattutto ad amici (31%), ai genitori (11%) o a compagni di scuola (8%). Altro dato degno di nota è il fatto che essi preferiscono rivolgersi alle forze dell’ordine (2%) o ad un’associazione di aiuto (1%) piuttosto che ad un loro insegnante (1%). L’altra metà sceglie di non raccontare gli eventi negativi perché non lo ritiene necessario (42%) o per paura o vergogna (3%).

Infine, nonostante oltre l’80% abbia già partecipato ad almeno un corso di educazione e sensibilizzazione sui rischi connessi all’uso delle moderne tecnologie digitali, al 63% degli intervistati piacerebbe partecipare ad un corso sui temi trattati dal questionario di rilevazione, mentre solo il 25% non è interessato.

Questi dati preliminari sono stati presentati per la prima volta nel corso di formazione per docenti tenutosi presso l’I.T.I. F. Severi di Padova il 6 aprile scorso e il materiale è disponibile nell’articolo dedicato all’evento.

 

Prossimi passi: team, libro, eventi e laboratori

Le iniziative collegate all’attività di rilevazione sono diverse e tutte molto interessanti. In primo luogo l’intenzione è quella di produrre un testo a più mani che fornisca diverse prospettive di interpretazione dei dati rilevati. Il testo potrebbe essere un semplice rapporto ad accesso pubblico, oppure un vero e proprio libro dedicato all’esperienza e alla sicurezza dei minori nell’uso delle moderne tecnologie digitali. Il team che dovrebbe lavorarci è ben assortito in termini di professionalità ed è attualmente costituito da un esperto certificato in sicurezza delle informazioni, una psicologa di approccio cognitivo e comportamentale, uno psicoterapeuta strategico e coach motivazionale, un technology strategist di una grande compagnia multinazionale ed esponenti del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Veneto. Eventuali altri professionisti interessati possono contattarmi utilizzando il modulo di contatto di questo sito.

Siamo disponibili ad organizzare eventi multidisciplinari di educazione e sensibilizzazione presso istituti scolastici o associazioni culturali, sportive, ricreative e di volontariato, ovviamente garantendo una certa priorità alle scuole che hanno aderito e partecipato alla fase di rilevazione per un’adeguata restituzione di quanto raccolto. Gli eventi potranno assumere differenti forme a seconda della disponibilità e delle richieste specifiche di ciascun ente richiedente.

Inoltre è previsto il lancio del progetto #UnitiinRete per l’anno scolastico 2017-2018 con l’obiettivo di educare e far crescere i ragazzi in modo da renderli fruitori consapevoli e pratici delle nuove tecnologie, affinché riescano a frequentare agilmente la Rete, conoscendone potenzialità e rischi, invece di subirne passivamente gli effetti. L’intento è quello di far riflettere i ragazzi sui possibili rischi che le moderne tecnologie nascondono, non solo attraverso lezioni frontali, bensì soprattutto tramite la pratica, la simulazione di situazioni ed appositi laboratori esperienziali.

Il progetto sarà composto da più moduli a carattere multidisciplinare che prevedono modalità partecipative basate sul “learning by doing” e consentiranno ai ragazzi di imparare sperimentando, agendo da protagonisti, coinvolti in attività di carattere pratico che forniscano loro valori utili anche nella vita quotidiana, fuori dal contesto scolastico. Al momento si prevede di offrire moduli a carattere legale, psicologico, informatico, fotografico e teatrale.

Chiunque sia interessato a collaborare al libro, voglia organizzare eventi di educazione e sensibilizzazione oppure aderire al progetto #UnitiinRete può contattarmi utilizzando il modulo di contatto di questo sito.

 

Ringraziamenti

Anche se il progetto è tuttora in corso ed ancora nella fase iniziale, vorrei ringraziare sentitamente tutti coloro che vi stanno collaborando a vario titolo, in particolare tutti gli istituti che hanno aderito alla rilevazione, il dott. Andrea Bergamo e il prof. Alberto Riello dell’Ufficio Scolastico di Padova e Rovigo per il supporto, l’assessore all’istruzione del Comune di Rovigo Ezio Conchi per il patrocinio e tutti i professionisti che hanno dato la propria disponibilità a fornire il proprio prezioso contributo, fra i quali vorrei citare la dott.ssa Debora Casalini e le società Margas e Via Virtuosa per aver sponsorizzato con estremo entusiasmo l’iniziativa e aver consentito il successo della raccolta fondi, nonché la dott.ssa psicologa Federica Boniolo che si sta adoperando con eccezionale energia ed efficacia nel supportare sia il progetto che le iniziative ad esso collegate.

 

Ettore Guarnaccia

 

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