Censorship, World Wide Web

Il Web è ancora sotto attacco ma riuscirà a sconfiggere la censura

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!I tentativi di censura della libertà di espressione sul Web non si arrestano, anzi. ACTA, il trattato erroneamente e prematuramente dato per spacciato dopo l’ennesima bocciatura ricevuta il 21 […]
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I tentativi di censura della libertà di espressione sul Web non si arrestano, anzi. ACTA, il trattato erroneamente e prematuramente dato per spacciato dopo l’ennesima bocciatura ricevuta il 21 giugno scorso dal Comitato per il Commercio Internazionale, è invece più vivo che mai. Il commissario UE responsabile dell’ACTA, Karel De Gucht, ha infatti annunciato che ACTA andrà comunque avanti qualsiasi sia l’esito che avrà la prossima votazione presso il Parlamento Europeo, prevista per il 4 luglio.

La Commissione Europea, organo dell’UE super partes e non eletto democraticamente, ha infatti il potere di agire come ritiene senza dover rispettare il parere dell’inutile parlamento e di qualsivoglia comitato, pertanto semplicemente ignorerà qualsiasi esito che non sia quello della Corte di Giustizia Europea. Solo a fronte di un parere negativo di quest’ultimo ente la commissione studierà eventuali modifiche al famigerato trattato. Insomma, per la Commissione Europea, ACTA deve passare a tutti i costi.

Sullo stesso fronte continuano a nascere altre iniziative analoghe, come quelle promosse dal prolifico onorevole Gianni Fava della Lega Nord che ha appoggiato dapprima la proposta di legge statunitense SOPA, quindi ha provato a replicare i contenuti censori in un emendamento alla Legge Comunitaria 2011 e, dopo la bocciatura di quest’ultimo, in un nuovo emendamento alla Legge Comunitaria 2012. Non solo, perché il solerte Fava ha presentato anche un disegno di legge in materia di responsabilità e di obblighi dei prestatori di servizi della società dell’informazione.

Entrambe le recenti iniziative costituiscono un ostinato attacco alla libertà di espressione e di comunicazione sul Web poiché hanno ancora una volta l’obiettivo di caricare sugli ISP la responsabilità di rimuovere qualsiasi contenuto venisse segnalato da un qualsiasi soggetto presunto interessato in termini di copyright senza passare al vaglio di una qualsiasi autorità giudiziaria. In pratica esse porterebbero all’introduzione di un’inaccettabile forma di censura privata, con una maggiore responsabilità degli ISP in caso di vendita di spazi pubblicitari o di concorso nella presentazione dei contenuti.

Fortunatamente, nei giorni scorsi, l’emendamento Fava è stato bocciato dalla Commissione Politiche dell’Unione Europea alla Camera dei Deputati, poiché la rimozione coatta dei contenuti da parte degli ISP non è nei piani della Legge Comunitaria. Ma l’attenzione sulla libera comunicazione del Web da parte dell’Unione Europea e del governo italiano non diminuisce, perciò dovremmo attenderci ulteriori novità in merito nel prossimo futuro.

Ad ulteriore dimostrazione che la battaglia non è affatto conclusa, ecco una nuova proposta avanzata dall’OFCOM, autorità garante della concorrenza ed ente regolatore delle comunicazioni del Regno Unito. Con grande carenza di fantasia, anche questa proposta prevede che gli ISP divengano lo strumento per individuare e perseguire i temibilissimi criminali che violano il copyright, aspetto che sta tanto a cuore ai governi occidentali sulla spinta delle major dell’entertainment.

Il progetto di OFCOM prevede che, entro l’inizio del 2014, l’industria dell’intrattenimento dovrà monitorare le reti in cui si condividono i contenuti audio e video al fine di raccogliere gli indirizzi IP di coloro che infrangono copyright. Gli ISP dovranno inviare lettere di avvertimento agli utenti sospettati di aver illegalmente pubblicato online o fruito di contenuti protetti da proprietà intellettuale, informandoli contestualmente dell’avvio di operazioni di monitoraggio sulle operazioni da essi svolte. Dopo tre avvisi, i titolari del copyright, ovvero le major (non gli autori come si potrebbe erroneamente pensare), potranno citare l’ISP in sede legale per obbligarlo a rivelare l’identità del trasgressore.

La battaglia per la salvaguardia della libertà di espressione e comunicazione sul Web, quindi, non è affatto conclusa: per ogni bocciatura dei tentativi di censura, nascono nuove iniziative volte a superare il controllo dei (pochi) enti pubblici e delle organizzazioni che si ergono a difesa di questo importantissimo diritto degli utenti della rete. Ricordiamoci che sono tuttora in vita il disegno di legge CISPA e il sistema di riconoscimento dell’identità digitale promosso sempre dalla Commissione Europea.

In conclusione ribadisco il mio pensiero: nonostante i numerosi tentativi di censura e ridimensionamento della libertà, il Web è più forte e, sebbene con grandi difficoltà e sofferenze, la vittoria alla fine arriverà, siatene certi.

 

Ettore Guarnaccia

 


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4 Comments

  1. Acta: il contrattacco dei sostenitori
    …arriva una pesante dichiarazione della francese Marielle Gallo, appartenente al Gruppo del Partito popolare europeo (Democratico Cristiano), membro dell’ufficio di presidenza. Gallo ha dichiarato “Noi siamo chiamati a rappresentare i cittadini, ma dal momento che essi si occupano di altre cose, siamo noi che dobbiamo pensare al posto loro“. Gallo è andata anche oltre e non ha esitato a definire le proteste contro l’ACTA “una forma di terrorismo“.
    Affermazioni che stanno facendo discutere, alle quali Falkvinge replica prontamente sul suo blog: “Andiamo pure avanti con questa forma di terrorismo. Per quando i riguarda, io la chiamo democrazia in azione“.

  2. ACTA La Vista Baby: Il trattato per la censura Internet sconfitto in modo schiacciante
    Il Parlamento Europeo respinge la legge dopo mesi di proteste
    http://www.cogitoergo.it/acta-la-vista-baby-il-trattato-per-la-censura-internet-sconfitto-in-modo-schiacciante/
    Ma non dimentichiamo che la Commissione Europea può comunque portare avanti il trattato…

  3. Al momento l’Acta non s’ha da fare
    Il commissario per il commercio europeo non sembra però convinto che questo sia un punto di arrivo. “La Commissione porterà comunque avanti questa procedura dinanzi alla Corte, come è nostro suo compito fare. Se la Corte metterà in discussione la conformità dell’accordo con i Trattati, a quel punto decideremo come affrontare la cosa. Come prima cosa, potremmo considerare di proporre l’aggiunta di elementi chiarificatori ad ACTA. Ad esempio per quanto riguarda il suo implementamento in ambito digitale” – ha sostenuto. Per il futuro dunque si attendono modifiche ma non un archiviazione.
    http://www.pianetatech.it/p2p-download/notizie/al-momento-lacta-non-sha-da-fare.html

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