Censorship, Evoluzione, Media, World Wide Web

L’informazione sul Web, la fine del giornalismo ufficiale e la caverna di Platone

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Qualcuno ha definito il periodo che stiamo vivendo come l’era della disclosure, della rivelazione. Sempre più persone, infatti, stanno prendendo coscienza di quanti e quali inganni abbiamo dovuto subire più o meno inconsapevolmente nel corso della nostra vita. Questo articolo vuole essere una celebrazione del World Wide Web in quanto ultimo strumento di libera espressione ed informazione a larga diffusione oggi esistente al mondo, in particolare rispetto all’informazione mainstream veicolata da emittenti televisive, giornali e grandi case editrici. Ma è anche un mezzo per instillare il dubbio in coloro che ancora assistono inerti al simpatico teatrino appositamente allestito per tutti noi e non riescono ancora a mettere a fuoco ciò che si cela dietro le quinte.

 

L’informazione: responsabilità e missione

L’informazione ha un’importanza enorme nella nostra società contemporanea, un’importanza che aumenta proporzionalmente all’evoluzione dello stato di coscienza generale. L’informazione che riceviamo ci fornisce i parametri mediante i quali siamo in grado di leggere il mondo che ci circonda, per mezzo dei quali possiamo individuare cosa è bene e cosa è male, quale azione sia giusta e quale sbagliata. In base ad essa si forma la nostra opinione su svariati argomenti e viene scritta la storia che sarà poi insegnata in scuole e università.

Da un grande potere deriva una grande responsabilità e, poiché il potere dei mainstream media è illimitato, l’informazione ufficiale ha un’enorme responsabilità verso il pubblico. La professione del giornalista non può essere ritenuta un lavoro come tutti gli altri, bensì una vera e propria missione al pari, ad esempio, di insegnanti, medici, magistrati, forze di polizia, politici e governanti. Una missione che dovrebbe avere come obiettivo il bene comune, l’evoluzione e la salvaguardia dell’umanità.

Grazie al fondamentale ruolo svolto dal Web e all’importantissimo impegno di tanti blogger e reporter indipendenti, oggi sappiamo con certezza che questa grande responsabilità viene costantemente ignorata da chi dovrebbe portarne il peso maggiore. Sono ormai sempre più evidenti, infatti, le prove delle operazioni di censura, filtro e manipolazione costantemente attuate dai mainstream media per loro stessa ammissione su fotografie, filmati, dichiarazioni e documenti, una serie di alterazioni che viene spesso definita come linea editoriale ma non è altro che l’arrogarsi il diritto di decidere se e come rappresentare una notizia o un evento.

 

Il potere della disinformazione

Il cittadino informato può decidere con coscienza e cognizione di causa, mentre il cittadino disinformato può solo credere di decidere. Disinformare, quindi, è il modo più efficace per manipolare l’opinione e indirizzare le scelte del pubblico senza dover attuare alcuna evidente costrizione. La disinformazione si è da tempo evoluta in una scienza che adotta precisi meccanismi per instillare particolari concetti nella mente delle masse. Il suo funzionamento si basa su specifici termini ad effetto, tipiche frasi e luoghi comuni che vengono ripetuti incessantemente e all’unisono da tutte le fonti di informazione ufficiale per bocca di giornalisti compiacenti, autorevoli esperti, esponenti della politica e del governo.

Questa ridondanza di concetti e l’eco unanime delle fonti ufficiali ha una terribile influenza sulla gente e riesce a convincere l’opinione pubblica che quanto viene proposto sia buono, bello, moderno, vantaggioso, necessario e imprescindibile. Un concetto funzionale ad un preciso obiettivo viene così studiato, allestito, categorizzato e ripetuto finché non entra nel gergo comune e diventa parte del pubblico sentimento. In tal modo, grandi falsità si trasformano magicamente in verità e, quindi, in storia. Ecco come e perché nascono termini come ripresa economica, recupero di competitività, riforme strutturali, equilibrio finanziario, crescita sostenibile (vedi prime dieci pagine del Programma Nazionale di Riforma 2012), esportazione di democrazia, intervento umanitario, guerra pulita e globalizzazione. Ecco perché si attribuiscono nomi fantasiosi ad inesistenti anticicloni e si inventano nuovi fenomeni come il riscaldamento globale, le innocue velature e le stratificazioni medio-alte. Senza tralasciare il puntuale ricorso a coadiuvanti come la minimizzazione degli argomenti scomodi, la diffamazione e lo scherno delle fonti non allineate, il debunking e il gatekeeping a difesa delle versioni ufficiali, nonché l’accusa pubblica nei confronti dei soggetti che scelgono di andare controcorrente.

Infine, il meccanismo dell’etichettatura attribuisce specifici epiteti a seconda dell’opportunità e del messaggio che si vuole veicolare. Ecco perché d’improvviso alcuni governi si trasformano in regimi totalitari, dittatoriali e sanguinari, uno sparuto gruppo di mercenari senza scrupoli viene descritto come un movimento di ribellione contro l’oppressione e chi formula scomode teorie, pur corredate da prove tangibili, viene tacciato di complottismo. Così specifici fenomeni, di per sé assolutamente insignificanti, vengono strumentalizzati per intaccare l’immagine di questo o quel governo, come nel caso Pussy Riot con il quale l’opinione pubblica è stata artificiosamente indotta a considerare Vladimir Putin come un temibile dittatore che impedisce qualsiasi esternazione democratica (a tale proposito consiglio, in particolare a coloro che si sono prontamente schierati con quel manipolo di mentecatte, l’attenta lettura dell’articolo altamente illuminante intitolato “Il caso Pussy Riot, Riot Grrrls al servizio della geopolitica” de Il Quinto Elemento).

Chiaro il sistema? Qui non si tratta più di informazione, bensì di formazione dell’opinione pubblica.

 

L’imperativo è non pensare

L’informazione ufficiale è da tempo un mero strumento di propaganda e disinformazione a cottimo, caratterizzato da un totale allineamento delle testate giornalistiche nell’esporre la versione dei fatti, come se vi fosse sempre un’unica fonte. Titoli fuorvianti e creati ad arte, dettagli inventati di sana pianta, nessun approfondimento degno di nota, mai una seria citazione delle fonti, scarsa professionalità investigativa, elevate dosi di gossip e fantasiose teatralizzazioni dimostrano che l’intento non è informare, bensì catturare il pubblico e condurlo ad assimilare il messaggio desiderato, come in una seduta ipnotica.

Giornalisti, reporter e conduttori di programmi d’informazione sono solo agenti in prima linea di un sistema occulto di dimensioni vastissime che perpetua una vera e propria guerra su larga scala, utilizzando come armi la disinformazione e la propaganda. Anchor men sorridenti, ferventi conduttori, saccenti esperti e ammiccanti meteorologi tentano di comunicare al pubblico un preciso messaggio, cioè che non è necessario sforzarsi di pensare, perché ci pensano loro a servirci la verità su un piatto d’argento e con tanta simpatia. Il loro obiettivo è catturare totalmente la fiducia delle masse per garantire la massima penetrazione dei concetti di volta in volta veicolati.

Gli eventi terroristici, le stragi, le rivoluzioni colorate, le guerre, le grandi catastrofi e i vari misteriosi delitti irrisolti vengono tutti rappresentati con una sceneggiatura teatrale di stampo quasi amatoriale, fatta di affermazioni perentorie, grandi smentite, patetici colpi di scena, sfumando d’intensità con il passare delle settimane fino a sparire dalla scena una volta che il messaggio è stato adeguatamente diffuso ed assimilato. Ma stando sempre ben attenti a non costruire collegamenti fra notizie attinenti, a non approfondire veramente, a non fornire spiegazioni plausibili, a non dare mai una soluzione certa e definitiva, lasciando comunque uno spazio per qualsiasi correzione o smentita.

Ma soprattutto, occultando accuratamente i grandi crimini planetari che stanno dietro a tutto questo, evitando che l’opinione pubblica abbia anche una minima possibilità di prendere coscienza del quadro generale. Quindi, mai parlare apertamente della geoingegneria clandestina (ovvero ciò che stolti e pavidi chiamano volgarmente “scie chimiche”) che causa gravi malattie, improvvise alluvioni, prolungata siccità e diverse altre calamità, nessun accenno ai motivi che spingono le grandi multinazionali e i trafficanti di armi, tecnologie belliche, scorie nucleari e droga a causare rivolte e occupazioni militari in Africa e Medio Oriente, mai approfondire gli eventi catastrofici pseudo naturali e terroristici in chiaro stile false flag, mai spiegare veramente l’origine della crisi economica e del sistema finanziario allestito e controllato da entità private che godono di totale immunità e che hanno privato le nazioni della propria sovranità monetaria e decisionale, né tantomeno svelare il meccanismo occulto di stampo pedofilo, satanico ed esoterico che si cela dietro le più alte figure di potere, permea tutto il mondo dell’entertainment, usa da decenni tecniche di condizionamento e controllo mentale, ed è stato celebrato impunemente in mondovisione durante le cerimonie di apertura e chiusura delle olimpiadi londinesi (vedi l’interessantissimo blog “Neovitruvian”).

Grandi operazioni criminali perpetrate a danno dell’umanità e dell’intero ecosistema planetario, supportate da finanziamenti occulti di portata tale da rendere del tutto insignificanti gli immani sperperi della casta.

 

Il Web è fondamentale per il risveglio ma non basta

Come afferma giustamente Alberto Medici nel suo utilissimo libro “Ingannati”, il mondo è ormai diviso in due parti: c’è chi si fida ancora ciecamente dell’informazione ufficiale, crede tuttora nel teatrino degli schieramenti politici e spera nell’operato dei sicari economici al governo, ma c’è anche chi ha cominciato a mettere in forte dubbio le versioni ufficiali e ha iniziato ad informarsi per conto proprio. Sempre più gente si sta ridestando e sono sempre più percepibili i segnali di presa di coscienza della gente: meno televisione, meno giornali, sempre minore fiducia nelle versioni ufficiali, sempre più diffidenza verso i sorrisi e gli ammiccamenti delle marionette dell’informazione mainstream, sempre più dubbi sulle storielle che ci vengono raccontate.

L’intero processo di global awakening sarà certamente lungo e pieno di ostacoli, ma è indubbiamente avviato. Il progressivo abbandono dell’informazione ufficiale è ormai inevitabile e saranno sempre più numerose le persone che sceglieranno di informarsi, documentarsi, collegare, analizzare, ragionare con la propria testa e prendere coscienza del quadro generale. Da troppo tempo siamo indotti a subire un punto di vista esclusivo, una sola versione dei fatti, un’unica sterile voce che sta per diventare solo un ridicolo e penoso sottofondo.

Il Web è uno strumento fondamentale in questa difficile liberazione, poiché rappresenta l’unica possibile fonte di libera informazione disponibile, alla quale contribuisce in maniera determinante una moltitudine di persone che hanno vissuto direttamente i vari eventi e hanno deciso di raccontarli su blog, forum e servizi di informazione indipendente. Questa classe di informatori, realmente liberi ed indipendenti, è l’unica fonte in grado di fornire diverse chiavi di lettura dello stesso fatto e una molteplicità di punti di vista che si contrappone all’unanime versione dell’informazione mainstream. A differenza delle sorridenti marionette dell’informazione mainstream, questi sono oggi i veri giornalisti, coloro che riportano fatti e notizie senza filtri, senza censure, raccontando semplicemente ciò che hanno vissuto direttamente, dando ognuno la propria visione, la personale testimonianza o la propria ricostruzione degli eventi, con puntuale e doverosa citazione delle fonti.

Il Web è l’unica fonte che consente a chiunque di accedere a diverse forme di informazione, fotografie, filmati, documenti e ricostruzioni che altrimenti verrebbero accuratamente censurati, oscurati, occultati e manipolati da televisioni e giornali. Una fonte preziosa ma molto scomoda che ha subìto e sta subendo numerosi attacchi e tentativi di limitarne la libertà di espressione. I veri giornalisti esistono, solo che i mainstream media non li vogliono e solo raramente (e strumentalmente) ne pubblicano le opere, ecco perché molti non hanno avuto altra scelta che rifugiarsi nel Web, aprire siti di libera informazione e blog di controinformazione. Questo splendido insieme di persone è composto in buona parte da gente comune che, stanca di subire passivamente l’informazione ufficiale falsa e artificiosa, ha scelto di impegnarsi in prima linea e svolgere un importante lavoro di ricerca, approfondimento, verifica, collegamento, confronto, traduzione, rilettura e ricostruzione, per poi mettere sul Web a disposizione dell’opinione pubblica tutti i risultati. La verità è lì a disposizione, basta avere la voglia di cercarla.

 

È ora di uscire dalla caverna di Platone

L’allegoria della caverna di Platone è quanto mai illuminante e calza alla perfezione sia con l’effimera realtà rappresentata dai media che con la futura disclosure. Molti sono tuttora incatenati e restano affascinati dall’incessante movimento di ombre, che altro non sono se non le tante righe, le ciance e gli intrattenimenti appositamente programmati dall’informazione ufficiale. Il teatrino dei falsi schieramenti politici e quello di ministri, governanti ed illustri economisti che sentenziano soluzioni su soluzioni senza risolvere un bel niente, sono entrambi parte della finzione. Così come tutte le finte libertà di scelta che crediamo ancora di avere, ovvero le elezioni, i referendum, lo sciopero o la protesta di piazza. Non si otterrà mai nessuna verità da giornali e televisioni.

Ora più che mai è indispensabile spezzare le catene, alzarsi e uscire dalla caverna. Sarà doloroso resistere alla luce della verità, sarà difficile liberarsi dei dogmi e delle convinzioni che ci sono state inculcate per tutta la vita fin dai tempi della scuola, verremo chiamati complottisti e soffriremo di incomprensione, scherno e senso di solitudine quando cercheremo di spiegare a chi è ancora incatenato che fuori dalla caverna il mondo è nettamente diverso. In ogni caso il processo è avviato ed è fortunatamente inarrestabile. Solo la verità è in grado di renderci liberi, perché oggi di certo non lo siamo. La nostra mente e i nostri sentimenti sono troppo importanti per affidarli ad una manica di camerieri del potere o anestetizzarli guardando un contenitore zeppo di falsità e parole vuote.

Come già detto, la strada è piena di ostacoli. Innanzitutto l’apatia e la passività che ci affliggono cronicamente, che ci impediscono di impegnarci in una ricerca seria della verità e ci costringono ad aspettare sempre che qualcun altro ci racconti come stanno le cose. Poi la paura e la scarsa fiducia nelle proprie possibilità, due sentimenti appositamente indotti dai mainstream media proprio per evitare che qualcuno decida di alzare la testa e aprire gli occhi. Poi l’ancora scarsa cultura della popolazione media che rende disagevole sia l’accesso alle molte informazioni disponibili solo in lingua straniera, sia l’efficace comprensione dei contenuti più articolati e tecnici. Infine, dal digital divide, cioè l’ancora troppo elevato volume di persone che non hanno accesso ad Internet e al Web.

Esistono diversi modi per superare questi ostacoli, primo fra tutti armarsi di volontà, perché è perfettamente inutile mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi cercando di ignorare problemi gravi che ci riguardano direttamente. Bisogna combattere la paura, l’insensato timore di ciò che non si conosce, la principale leva usata dal potere per imbrigliarci e renderci innocui. Infine, impegnarsi nella ricerca, nell’approfondimento, nella verifica e nel confronto, anche coinvolgendo parenti, amici, colleghi, conoscenti e chiunque altro abbiamo vicino, senza arrendersi di fronte a scetticismo, derisione e ottusità.

Giornalisti, meteorologi ed esperti dell’informazione ufficiale sanno bene di essere uno strumento fondamentale per il sistema che opera dietro le quinte ed è proprio per questo che vengono da esso abbondantemente protetti e foraggiati, finché sono funzionali alla causa. Dietro ai finti sorrisi di facciata, essi sono perfettamente consapevoli di avere un debito enorme sia verso la propria coscienza, che nei confronti dell’intera umanità. Quando la verità verrà a galla, e purtroppo per loro non credo manchi molto, non potranno dire che hanno semplicemente eseguito gli ordini e che mentire faceva parte del loro lavoro, non sarà sufficiente, poiché ogni essere umano è dotato di libero arbitrio e può decidere se essere complice o meno dei crimini in cui viene coinvolto.

Ormai il giornalismo mainstream è come un malato terminale, sorridente ma tenuto in vita dalle macchine e, per  staccare definitivamente la spina, dobbiamo agire noi in prima persona, lavorare al nostro risveglio, prendere coscienza degli inganni cui siamo sottoposti e negare loro il nostro consenso con fermezza e decisione. Solo attraverso il Web potremo uscire dalla caverna e bearci della luce della verità. Non bisogna attendere passivamente che la verità ci cada addosso come una rivelazione, ma è indispensabile impegnarsi a cercarla da soli, altrimenti persone coraggiose come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Franco Caddeo, Ilaria Alpi e Arrigo Molinari avranno sacrificato la propria vita invano.

 

Ettore Guarnaccia

 

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