Evoluzione, World Wide Web

Scacco matto ai guerrafondai? Qualcosa sta cambiando

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!Qualcosa sta cambiando. Israele è sempre più solo nel suo smanioso attivismo guerrafondaio su scala globale. Nonostante la Turchia abbia scelto di attaccare direttamente la Siria su ordine della […]
Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!

Qualcosa sta cambiando. Israele è sempre più solo nel suo smanioso attivismo guerrafondaio su scala globale. Nonostante la Turchia abbia scelto di attaccare direttamente la Siria su ordine della NATO, nonostante la censura delle emittenti televisive e radiofoniche iraniane appena decisa da Eutelsat, sembra proprio che un passo avanti decisivo verso la pace mondiale sia stato fatto, con il conforto di un importante messaggio di M.T. Keshe.

 

La compromissione del piano sionista in Siria

Il piano sionista di detronizzazione della Siria, nonostante la recente entrata della Turchia come parte attiva nella finta rivoluzione contro il regime di Assad, è destinato a fallire miseramente. Il popolo turco non vuole la guerra, come non la vuole nessun altro popolo del nostro pianeta, e il governo siriano ha tuttora un forte sostegno popolare. Entrambe le nazioni sanno bene che nulla di buono potrà scaturire da un conflitto reciproco e anche il recente attacco false flag portato ad Akcakale sul suolo turco ad opera di mercenari della NATO non ha avuto gli effetti sperati. La volontà della gente comune sta prevalendo sugli sporchi interessi della minoranza criminale.

 

La censura dei canali satellitari iraniani

Nel frattempo, nel più assoluto silenzio dei principali organi di informazione occidentali, uno dei tre maggiori operatori satellitari del mondo ha decretato la censura totale delle 19 emittenti televisive e radiofoniche iraniane. Eutelsat, infatti, il 15 ottobre ha dato attuazione alla richiesta formulata in tal senso dal Consiglio Superiore Audiovisivo (CSA) francese, ufficialmente in ossequio alle nuove sanzioni anti-iraniane decise dall’Unione Europea. Questa opera di censura, in palese contrasto con le ripetute ignobili proclamazioni sulla libertà di stampa e di espressione dei media occidentali, ha tutti i connotati di una disperata reazione al crescente spostamento dell’attenzione generale verso la viva voce del paese mediorientale, senza i soliti vecchi filtri e le sordide manipolazioni cui ricorrono abitualmente le fonti europee.

Ma hanno fatto i conti senza il Web che sta diffondendo la notizia a macchia d’olio e sta sopperendo al silenzio forzato sui canali tradizionali, imponendosi sempre più come principale alternativa d’informazione e ultima fonte di verità. Proprio dal Web giunge un’importante notizia in merito per voce del giornalista e veterano di guerra americano Gordon Duff: l’ignobile azione di censura sarebbe stata ordinata direttamente da Israele a Michel De Rosen, direttore di Eutelsat e cittadino israeliano, pertanto non avrebbe nulla a che vedere con le sanzioni UE, né con disposizioni provenienti dall’ONU. Così, ancora una volta grazie al Web, sappiamo da dove trae origine questa disperata reazione.

 

L’ennesima dimostrazione di forza dell’Iran

L’Iran ha risposto per l’ennesima volta con lo stile che l’ha sempre contraddistinto in questa triste vicenda: in silenzio, con saggezza e, soprattutto, con i fatti. Grazie all’avanzata tecnologia in loro possesso, infatti, gli iraniani sono stati in grado di inviare un modernissimo drone di propria fabbricazione sul suolo israeliano e di farlo scorrazzare indisturbato e invisibile ai radar per circa mezzora prima che fosse abbattuto nei pressi della centrale nucleare militare di Dimona, proprio la centrale dove fu testato il famoso worm Stuxnet prima di inviarlo in Iran. Un’operazione partita dal territorio libanese che ha fatto letteralmente sprofondare nell’angoscia l’ambiente sionista, fino ad allora orgogliosissimo del proprio scudo aereo “Iron Dome”, costato diversi miliardi di dollari e ritenuto in grado di abbattere persino missili balistici, nettamente più veloci di un drone. Un vero e proprio smacco.

L’operazione “Hussein Ayub” ha dato nuove speranze anche al Libano, che oggi ha un deterrente in più per tenere lontano Israele dal proprio territorio. Ma, più in generale, il problema di Israele è che i suoi malefici progetti di guerra e di destabilizzazione del pianeta stanno venendo alla luce e sempre più persone cominciano a comprenderne misfatti e atrocità come, ad esempio, l’utilizzo criminale di armi non convenzionali, incendiarie e proibite dalle convenzioni internazionali nella Striscia di Gaza.

 

Inizia il declino di Israele?

La saggezza, la fierezza, la gloria e l’indipendenza dell’Iran potrebbero presto diventare letteralmente contagiose per i paesi arabi e mediorientali, andando così a minare irrimediabilmente le residue intenzioni di collaborare con un manipolo di guerrafondai sempre più vulnerabili, sia a livello militare che politico.

Il declino di Israele sembra inevitabile, tanto che persino Henry Kissinger, politico americano di origine ebrea, ne ha proclamato la fine inesorabile affermando che entro 10 anni non esisterà più. Secondo l’articolo pubblicato su Press TV dall’editorialista americano Kevin Barrett, le sedici agenzie di intelligence USA concordano sul fatto che Israele non è più in grado di sopportare le condizioni politiche sfavorevoli dovute a questioni come la primavera araba, il progressivo risveglio islamico e la grande crescita della repubblica islamica dell’Iran. A questo si aggiungono le dichiarazioni del capo delle forze armate congiunte americane, Martin Dempsey, che afferma di non aver alcuna intenzione di essere complice di un attacco israeliano all’Iran, perché sarebbe controproducente e dannoso per gli interessi statunitensi.

Qualora, come sembra, il fido alleato a stelle e strisce abbandonasse Israele  per salvaguardare i propri interessi nazionali, allora sarebbe veramente giunta la fine delle mire egemoniche israeliane in Medio Oriente e, probabilmente, della sua esistenza. Ed ecco che giungono le prime meste ammissioni del governo israeliano che avrebbe riconosciuto sui media nazionali la destinazione di buona parte dell’uranio arricchito iraniano verso utilizzi in campo medico e l’assenza di conferme sul superamento della fatidica soglia del 20% di arricchimento per uso bellico.

 

Il messaggio di M.T. Keshe

L’ingegnere nucleare iraniano Mehran Tavakoli Keshe, fondatore della Keshe Foundation, ha rilasciato un messaggio molto importante la settimana scorsa, rinnovando l’appello a negoziati di pace fra il governo iraniano e il governo israeliano. Secondo Keshe, l’equilibrio si è recentemente spostato a favore dell’Iran grazie alla saggezza della guida di Cina e Russia, del presidente siriano Assad e alla lungimiranza del governo iraniano. Keshe ringrazia questi governi per il loro saggio operato e offre loro la straordinaria tecnologia MAGRAVS per sostenere la loro azione verso la pace planetaria.

Il messaggio contiene la chiara denuncia del tentativo di Regno Unito e USA di rovesciare il governo siriano per poter poi abbattere anche quello iraniano, pensando di non trovare alcuna opposizione come già successo in Libia. Non ci riusciranno e questo sarà per loro fatale.

Keshe prospetta quindi una serie di conseguenze piuttosto eclatanti:

  • Israele dovrà accettare il piano iraniano di creazione dello Stato della Palestina e, se non lo farà, cesserà di esistere e verrà fuso con la Palestina come è già stato per secoli.
  • Regno Unito e Francia saranno costretti ad abbandonare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e rimpiazzati da Brasile e India.
  • Stati Uniti, Regno Unito e Francia saranno processati presso la Corte Internazionale di Giustizia per le guerre ingiuste, l’uccisione di milioni di persone e svariate atrocità commesse negli ultimi decenni.

Infine, Keshe chiede ad iraniani, arabi e palestinesi di sfruttare questa splendida occasione per stabilire la pace eterna e a non ripetere gli errori dei loro aguzzini, bensì a perdonare e non dimenticare.

 

Un futuro di pace

Forse qualcosa sta veramente cambiando e, ora più che mai, in questa fase cruciale, tutti noi siamo chiamati a dare il nostro contributo per la pace nel mondo, fatto di speranza, di desiderio di voltare pagina, di buona predisposizione verso il prossimo, di maturazione interiore e di evoluzione spirituale.

Abbiamo la grande fortuna di essere presenti e di vivere in quest’epoca decisiva per le future sorti del pianeta e dell’intera umanità, possiamo esserne protagonisti, ma abbiamo anche un’enorme responsabilità, quella di non fallire. Il cambiamento deve venire da noi stessi, a partire dalle piccole cose, un sorriso, un bacio, un abbraccio, un perdono, perché anche il più grande e decisivo dei cambiamenti può essere innescato da una minuscola scintilla.

 

Ettore Guarnaccia

 


Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!


3 Comments

  1. Israele si ritira: Iran ha rimandato la costruzione dell’atomica!
    Marcia indietro di Israele su attacco preventivo contro i siti nucleari dell’Iran: “Teheran ha rimandato per fra 8 e 10 mesi la fabbricazione della bomba atomica, dopo aver utilizzato, questa estate, piu’ di un terzo del suo uranio arricchito per scopi civili”.
    Sono le parole del ministro della Guerra israeliano, Ehud Barak, intervistato da Daily Telegraph. Barak, il cui governo ha visto fallire tutti gli sforzi compiuti nell’ottenere il consenso internazionale circa l’attacco all’Iran, ha comunque affermato che Israele potrebbe ancora scegliere l’opzione militare.

Trackback / Ping

Rispondi a Ettore Guarnaccia Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.