Cyber Warfare, Evoluzione

Keshe: l’ultimatum ai governi e la creazione universale

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!Mehran Tavakoli Keshe, l’ingegnere nucleare che ha dato vita alla Keshe Foundation e alla tecnologia MAGRAVS, fa il punto della situazione e lancia un ultimatum agli scienziati e ai […]
Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!

Mehran Tavakoli Keshe, l’ingegnere nucleare che ha dato vita alla Keshe Foundation e alla tecnologia MAGRAVS, fa il punto della situazione e lancia un ultimatum agli scienziati e ai governi mondiali: è giunto il tempo di mettere in atto quanto è stato loro consegnato, altrimenti le tecnologie e la conoscenza verranno consegnati direttamente alle persone.

Gli scienziati e le agenzie scientifiche che hanno lavorato a stretto contatto con la Keshe Foundation nei mesi scorsi hanno potuto sondare ogni specifico particolare dei brevetti e hanno riconosciuto la validità della tecnologia MAGRAVS. I report prodotti, finora tenuti secretati, verranno presto resi pubblicamente accessibili, ora che diversi governi del pianeta dispongono della medesima tecnologia.

Keshe avvisa che il tempo a disposizione dei governi per i loro processi decisionali sta per concludersi e che qualsiasi minaccia di blocco della tecnologia sarà seguita dall’immediato rilascio di ulteriori dettagli e dal pieno sviluppo dei sistemi MAGRAVS a beneficio del pubblico. La Keshe Foundation, infatti, si pone l’obiettivo di aumentare la qualità della vita all’umanità intera e non quello di attrarre soggetti che hanno un piano differente. È giunto il tempo di cambiare il destino dell’umanità in un colpo solo.

L’ingegner Keshe invita quindi chiunque sia realmente interessato a partecipare allo sviluppo e al collaudo della tecnologia MAGRAVS, purché in possesso di conoscenze e background adeguati, ad organizzarsi in gruppi paritari, senza leader, per studiarne il funzionamento e mettere a punto i primi prototipi di reattore. Per fare questo, egli ritiene indispensabile abbattere qualsiasi barriera culturale, linguistica o territoriale, unendosi tutti per garantire l’accesso ai benefici della tecnologia a tutti i cittadini e le nazioni del mondo, senza distinzione.

La Keshe Foundation ha già sviluppato un prototipo di reattore, molto semplice quanto altamente avanzato, che è stato mostrato in pubblico per la prima volta alla delegazione scientifica intervenuta presso il Keshe Foundation Center il 2 dicembre 2012. Secondo Keshe, lo spazio cosmico non potrà più essere considerato un posto per sola gente appositamente addestrata, poiché il reattore MAGRAV, una copia in scala ridotta dell’universo in funzione, consentirà di ricreare la gravità terrestre, pari a 1G, in qualsiasi punto dell’universo.

 

La posizione del governo italiano

Il governo italiano ha ricevuto ufficialmente tutta la documentazione sulla tecnologia MAGRAVS il 26 ottobre scorso presso la Cancelleria Diplomatica dell’Ambasciata Italiana a Bruxelles, direttamente dalle mani di M.T. Keshe. A beneficio di coloro che non hanno seguito la vicenda, va detto che l’ambasciata italiana in Belgio è stata letteralmente travolta da numerose sollecitazioni inoltrate principalmente via email dai molti cittadini italiani interessati al rilascio e all’adozione della tecnologia MAGRAVS.

La consegna della tecnologia MAGRAVS al governo italiano è stata anche oggetto di un’interrogazione parlamentare (C.4/18389) promossa dall’On. Fabio Meroni, deputato della Lega, e presentata alla Camera dei Deputati il 5 novembre scorso. Nella risposta, il Sottosegretario agli Affari Esteri, Marta Dassù, conferma l’avvenuta consegna della documentazione e afferma che “si sta provvedendo ad inviare tali file per un eventuale esame da parte degli Enti Competenti in materia”. Il nostro governo, che non ha mai brillato per celerità d’azione se non per sporchi interessi privati, dopo quaranta giorni dalla data di consegna, quindi, non ha ancora provveduto a trasmettere questa preziosa documentazione a laboratori ed università affinché sia consultata da personale qualificato e ne vengano approfonditi i contenuti e le potenzialità. Anzi ha scelto di trincerarsi dietro il termine “enti competenti in materia” senza specificare quali sarebbero questi organi e se sia prevista una qualche pianificazione in merito.

Ciò dimostra purtroppo, qualora ve ne fosse bisogno, che la fantastica opportunità offerta gratuitamente dalla Keshe Foundation al nostro governo, in grado di rivoluzionare la nostra qualità della vita e di risolvere i più urgenti problemi umanitari, non è stata ancora seriamente valutata e presa nella dovuta considerazione. Evidentemente il nostro governo ha questioni più urgenti e prioritarie, ad esempio la bagarre per le prossime elezioni, il decreto liste pulite (che pulite non saranno per niente) oppure, ironia della sorte, il decreto sviluppo bis.

L’On. Meroni, che ha l’indubbio merito di aver approfondito e sponsorizzato la tecnologia Keshe ed ha voluto essere presente alla conferenza del 17 novembre scorso a Firenze per conoscere M.T. Keshe dal vivo, intende organizzare un’audizione con l’ingegnere iraniano presso una delle Commissioni Permanenti della Camera dei Deputati. In quella sede sono intervenute circa 150 persone da tutta Italia, fra le quali molti fisici, ingegneri e medici, che hanno potuto assistere alla descrizione delle fasi di sviluppo della tecnologia e all’illustrazione delle relative applicazioni in campo spaziale, energetico, medico, idrico e alimentare.

In ogni caso, per chiunque fosse interessato, M.T. Keshe sarà di nuovo in Italia il 15 dicembre presso la Fiera del Garda a Montichiari (BS) per presentare la tecnologia MAGRAVS e ricevere dalla Fondazione Zanetto il premio “International Gold Talent”, poi il 16 dicembre ad Abano Terme (Padova) e il 17 dicembre a Bentivoglio (Bologna) nel Keshe Revolution Tour organizzato dall’A.C.I.R.M.O. (Associazione Culturale Istituto per la Ricerca sulla Medicina Olistica) di Padova.

 

La roadmap della Keshe Foundation

M.T. Keshe, sul forum della fondazione, ha illustrato la tabella di marcia che intende attuale per aprire l’accesso alla tecnologia MAGRAVS ad un numero limitato di informati e scienziati, dapprima con un processo di condivisione e insegnamento, per poi arrivare allo sviluppo e al collaudo dei primi prototipi funzionanti. L’intero processo richiede la valutazione e la piena comprensione delle potenzialità della tecnologia da parte dei collaboratori volontari e prevede la definizione di cosa rilasciare di volta in volta nelle diverse fasi dello sviluppo.

La tabella di marcia consiste, in sintesi, nei seguenti passi:

  • Entro il 15 dicembre l’allestimento di una nuova infrastruttura web, con le procedure e gli strumenti necessari a consentire il lavoro dei vari team di collaboratori volontari sulla tecnologia.
  • 30 giorni dall’avviamento dei gruppi di lavoro per valutare e studiare approfonditamente la tecnologia.
  • 3 mesi, ovvero orientativamente verso la fine di marzo, per completare lo sviluppo e il collaudo dei primi prototipi e mostrarne il funzionamento al pubblico.

La fondazione Keshe fornirà le strutture necessarie e sosterrà i costi di sviluppo dei prototipi. Grazie ai nuovi strumenti web che verranno allestiti e alla produzione di filmati che illustreranno i test condotti, migliaia di persone potranno assistere direttamente a tutte le fasi progettuali e ai risultati conseguiti.

Il sistema MAGRAVS sviluppato dalla fondazione negli ultimi sei mesi sarebbe già molto avanzato e, nonostante le ridotte dimensioni (50cm di altezza e 30 cm di larghezza per 12 Kg di peso), avrebbe una capacità di sollevamento calcolata in 40-50.000 ton a piena capacità. Non è mai stato testato prima, ma Keshe spera che sia presto messo in funzione per consentire a chiunque di vederne il funzionamento e di comprenderne capacità e potenza.

 

La creazione universale

L’ingegnere nucleare iraniano aveva già più volte parlato in pubblico della possibilità di generare materia grazie all’utilizzo della tecnologia MAGRAVS, una prospettiva già di per sé infinitamente interessante e che aprirebbe opportunità di impiego in diversi campi. Ma ciò che mi ha  più profondamente colpito è stata la recente affermazione di Keshe sull’assoluta necessità di comprendere appieno l’interazione della polvere cosmica e dei campi magnetici e gravitazionali come mezzo che consente di generare uno spettro di campi magnetici e, soprattutto, le condizioni specifiche che portarono alla creazione della vita sul pianeta Terra. Si, avete capito bene, la creazione della vita.

Secondo Keshe, per la prima volta nella storia della scienza sarebbe possibile spiegare e addirittura dimostrare il processo di creazione della vita, nello stesso modo in cui ebbe luogo miliardi di anni fa e in cui continua ad avvenire ancora oggi sul nostro pianeta. Questa sarebbe anche una delle ragioni che hanno spinto la fondazione ad avviare il programma di adozione della tecnologia MAGRAVS per la salute umana. Un giorno, tutti potremo comprendere il processo della creazione perché il sistema è parte di noi e saremo in grado di controllarlo senza dover ricorrere a computer o altro tipo di ausili. Keshe afferma che esistono diversi modi per ricreare le condizioni necessarie alla creazione della vita come nelle stelle dell’universo, grazie al plasma, e ritiene indispensabile giungere ad una comprensione profonda della creazione e non limitarsi a seguire ed utilizzare ciecamente la tecnologia.

 

Veniamo dal mare

La creazione della vita avrebbe avuto inizio nel mare e non sarebbe stata possibile senza l’acqua come elemento fondamentale. Non in semplice acqua condensata, quindi, ma nei livelli più bassi delle profondità marine, dove l’acqua ha una composizione particolare ed è soggetta a determinati campi magnetici e gravitazionali del pianeta. L’interazione fra i campi magnetici e gravitazionali delle molecole d’acqua e i campi terrestri, insieme ad una particolare composizione di gas, indipendentemente dalle condizioni di pressione e temperatura, produce l’incubatrice ideale in grado di trasformare i gas in un’energia creatrice che dà origine alla vita. La stessa composizione in aria aperta non può resistere e l’interazione degli elementi allo stato solido è praticamente impossibile, ma nello stato liquido dell’acqua ai livelli più profondi del mare, in presenza di NHOC e idrocarburi (HC), i campi magnetici e gravitazionali formerebbero un particolare gel e la vita avrebbe miracolosamente inizio.

In definitiva, per creare la vita su questo pianeta basterebbe portare i giusti gas e la corretta combinazione di campi magnetici e gravitazionali a temperature e pressione ambiente, per assistere con i nostri occhi alla creazione della vita secondo il processo universale. Secondo Keshe, il nostro pianeta creerà sempre nuove forme di vita e non si fermerà finché sarà mantenuta la variazione degli elementi, così numerosi e diversificati, nei rispettivi campi magnetici e gravitazionali che, combinati le enormi forze terrestri, facilitano la composizione dei gas idrocarburi in organismi viventi.

Un’affermazione sconvolgente, che qualcuno potrà trovare offensiva o farneticante, ma che Keshe ritiene essere una verità assoluta che rappresenta l’accesso all’intero mistero della creazione della vita su questo pianeta e che può spiegare come mai la vita in questa forma è un’esclusività della Terra.

 

L’umanità deve cambiare o si annienterà da sola

Secondo Keshe, adesso l’uomo ha l’occasione di diventare creatore a sua volta, ma non senza addossarsi l’enorme responsabilità di dover pensare ed agire come un creatore, cioè in maniera giusta, altruista ed equa nel rapportarsi al tutto universale. Stiamo per salire sul primo gradino della lunga scala della conoscenza, ma c’è ancora molto da fare e dobbiamo impegnarci per costruire le fondamenta nella giusta maniera, se vogliamo realmente arrivare alla pace.

In una lunga intervista rilasciata da M.T. Keshe a settembre, ad un certo punto (1:31:30-1:32:30) egli fa un’affermazione abbastanza criptica, addirittura commuovendosi visibilmente: “Con la tecnologia MAGRAVS non esisteranno più guerre, perché tutti avremo lo stesso livello di conoscenza e sapremo come annientarci l’un l’altro, col rischio di annullarci. L’uomo accetterà questa tecnologia, non perché privato della facoltà di amare, ma perché liberato dalla paura della propria esistenza. Noi non amiamo questa tecnologia, ma la prendiamo perché sappiamo cosa ne faremo. Non ci sarà più nessuno di noi, nessuno di noi sarà risparmiato, perché possiamo letteralmente portare noi stessi al punto del nulla, della non-esistenza.

La tecnologia, per quanto mirabolante e straordinaria sia, non potrà salvare l’uomo. C’è un’enorme differenza fra la consapevolezza e la coscienza, come ci spiega straordinariamente l’astrofisica Giuliana Conforto nell’articolo “Progetto Coscienza”: la consapevolezza è sapere, la coscienza è sentire. La tecnologia Keshe promette di metterci in grado di sapere come nasce la vita, cos’è la materia e come funziona l’intero universo. Ma sapere non basta, serve la coscienza di ciò che realmente siamo, dobbiamo metterci in completa sintonia con la vita, capire finalmente che il bene è di tutti o di nessuno, sentire con il cuore che cosa veramente crea, alimenta, unisce, spiega e regola il tutto: l’amore.

 

Ettore Guarnaccia

 

Ulteriori articoli sul tema:


Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!

9 Comments

  1. Ciao Ettore,
    sempre testi di qualità i tuoi; e questo è un argomento sul quale mi sono appena dilungato, dopo molti giorni di profonda riflessione:
    http://bit.ly/keshe “uno sguardo tra le quinte”
    Mi pare che anche tu sia d’accordo su certi assunti, a quanto rammento dei tuoi articoli;

    “cambiare il destino dell’umanità” in un colpo solo, o anche in più colpi, non può dipendere da una Fondazione, che verrebbe travolta dalle sue stesse scoperte; proprio perché mette in gioco una posta che non è sotto il suo controllo, sia tecnologico che evolutivo.

    il suo destino l’umanità dovrà cambiarselo con i mezzi interiori; il resto verrà di conseguenza, ma mai il contrario.
    anche perché il significato di “destino” è solo quello di seguire la strada che noi stessi battiamo e seguiamo, ossia “raccogli ciò che semini”, non una traccia ad opera di altri o di altro.

    Una parentesi per Governo ed Ambasciata (seguo il post): avevo già fatto celermente notare quanto fosse stato idiota il copia/incolla da parte dell’Ambasciata, che ha risposto alla seconda mail da me proposta pubblicamente ed inoltrata, ovviamente conseguente alla loro risposta e dunque diversa dalla mia prima, utilizzando lo stesso testo della prima risposta, del tutto privo di senso.
    Dopodiché ci ho rinunciato, in quanto la richiesta-risposta le ho rese pubbliche e leggibili, e il resto non dipende da noi.

    Ma ho rinunciato anche perché vi sono alcune note discordanti dove non dovrebbbero, che non hanno ancora spiegazione; non ultime, queste notizie sempre più clamorose, divulgate in modalità così ambigue e poco sostenibili. Conferenze su conferenze, ma nulla di più tangibile di un piano di rilancio continuo, malcelato da grandi frasi illuminanti.
    Vedo più che altro confusione, di idee, di voci, di naturali entusiasmi; io stesso ci sono passato, e intanto trovo un riscontro dei miei pensieri nelle considerazioni della Conforto.

    Keshe presuppone di aver ragione di una realtà che la tecnologia non può controllare nelle implicazioni; soprattutto se il suo contrappeso è lo sterminio totale.
    Vi è troppa incoscienza in questa pretesa, o presunzione di un realismo che appartiene solo alla sua logica personale, ma che non può certo decidere lui.
    Ogni entità interagisce e reagisce in modo diverso a determinate potenzialità e/o minacce, e non chiede il consenso agli altri; è già successo in condizioni più evolute di quelle terrestri attuali (perciò siamo qua). Quindi la sua è una certezza priva di consistenza, o che cela qualcosa.

    E comunque “come nasce la vita” non trova risposta esaustiva nella sola gestione della materia, neppure nelle profondità marine; poiché quello della vita materiale non rappresenta che lo stadio attuale, cioè l’ultimo anello di una catena e non certo il primo, in cui il Principio della vita – e la coscienza – ha vera sede; neppure la pietra è inanimata, anche se questo la scienza non lo sa.

    Ne deriva che la sua manipolazione può essere più facilmente fonte di guai che di vera elevazione; non è arrivato Dio in terra, ad elargire penne USB.
    In altre parole, venire a parlare all’umanità attuale di poter “creare la vita”, magari per stimolarla, mi sembra sempre più un atto di mera incoscienza pericolosa, con dei fini che sfuggono agli occhi di chi si lascia abbagliare dall’offerta; soprattutto se chi lo fa offre degli strumenti funzionali, ma che possono indurre conseguenze di cui pentirsi amaramente.
    Non siamo in grado neppure di gestire gli OGM senza provocare disastri ambientali ed umani, e ti pare che siamo pronti per esperienze del genere?

    Se questo non lo capisce chi ha scoperto alcune regole del gioco, figuriamoci gli altri!

    • Ciao Astro,

      grazie per i complimenti, ovviamente ricambiati. Ho letto il tuo ultimo post e devo dire che non mi sorprende notare che adesso hai qualche dubbio in più sulla questione. Io i dubbi che già avevo li conservo tuttora, forse qualcuno in più dopo l’esternazione sulla creazione della vita che spiega il meccanismo ma non rivela come la vita acquisisca la scintilla della coscienza, cioè la vera e straordinaria opera del creatore supremo. Dubbi da curioso che pensa positivo, non da scettico a tutti i costi, sia chiaro. Penso ancora che questa vicenda meriti di essere seguita con la giusta distanza: molti contenuti sono condivisibili e hanno ricevuto conferme più che autorevoli, altri permangono oscuri e apparentemente sopra le righe. Resta ancora inspiegabile la mancata dimostrazione pubblica a oltre due mesi dalla data inizialmente promessa, ma c’è chi ha letto con cognizione di causa la documentazione tecnica e giura che la tecnologia funziona.

      Che dire? Stiamo a vedere. Resto però molto preoccupato al solo pensiero di una tecnologia di questa portata consegnata nelle mani dell’umanità nello stato in cui si trova. Sarebbe come far giocare un bambino con una console di lancio di testate nucleari. Insisto nel diffondere quello che è il mio (e credo anche il tuo) convincimento, ovvero che l’uomo deve pensare ad investire sulla propria crescita interiore, non sulla tecnologia. Uno stolto cui viene data la possibilità di utilizzare una tecnologia avanzatissima e molto potente, non si evolve per niente ma diventa uno stolto pericoloso.

      Nel frattempo coltivo l’umiltà di non essere in grado di comprendere appieno i criteri di gestione della vicenda da parte di M.T. Keshe ma anche la speranza che lui abbia in mente qualcosa di straordinariamente positivo e benefico che io ancora non riesco ad individuare.

      Un abbraccio.

      • “dubbi da curioso che pensa positivo”, sono anche i miei, ma limitarsi ad esser curiosi a noi non basta: non siamo spettatori in platea, ma gli attori sulla scena, ciascuno con una parte.
        Dal mio punto di vista, solo dopo una partecipata visione di quanti più argomenti disponibili ho potuto prendere posizione, proprio perché qua non sono gli enunciati tecnici a dover essere contestati, o ridicolizzati come qualcuno tenta puerilmente di fare.
        Rigettandoli in partenza, non avrei capito ciò che ora so con rinnovata chiarezza.
        Sentieri differenti? maggiore esperienza ed arricchimento comune.
        Gli strilloni da strada pro o contro, fanno solo rumore; non diffondono il sapere.

        Più che dubbi sulle fondamenta, si tratta di quesiti che emergono dall’indagine ma che non trovano risposte coerenti, ove la coerenza è virtù indispensabile nel caso di specie.
        Qua non si tratta di “bufale” da “striscia”, ma di qualcosa di molto più serio, che sta coinvolgendo il mondo; ed è proprio questo che occorre fronteggiare, anche se quasi nessuno si dimostra preparato a farlo; e non sorprende.

        Quello che definisci “convincimento”, per quanto mi consta è precisa cognizione, non solo un parere soggettivo: è una regola alla quale non si sfugge e non v’è tecnologia che sostituisca la crescita, cioè a dire, il vero immancabile cammino-destino.
        L’uomo dovrebbe sapere, se non ricordare, che proprio un uso regressivo di tecnologie avanzatissime ha provocato il crollo totale di civilizzazioni precedenti; e che questa nostra ormai al termine è la Quarta, la peggiore, proprio per detti motivi.

        Ciò premesso, la tua preoccupazione è logica; il solo contrappeso alle modalità di tali iniziative, è che di fatto non si è ancora visto niente.
        Come shortcut, vorrei solo che qualcuno spiegasse come mai l’Iran, la prima e più avvantaggiata nazione entrata in pieno possesso della SSP – cosa che Keshe enfatizza ad ogni piè sospinto – non ne fa uso aperto e risolutivo, offrendo l’esempio fraterno al mondo intero della sua effettiva potenzialità.
        Dopo gli annunci della Kf sarebbe la cosa più naturale; eppure sembra ignorarlo come e più degli altri paesi, costringendo il suo unico benefattore a cercar proseliti altrove.
        Non ne avrà bisogno? che se la Kf non riesce ad ottenere risultati in casa sua, come potrà pretendere di risolvere problemi presso le dimore altrui?

        “Qualcosa di straordinariamente positivo e benefico”, che ancora non si riesce ad individuare, bussa già da tempo alla porta di tutti!
        ma per farlo, non si serve se non del nostro portavoce interiore che, per assurdo, si trattiene sulla soglia, in attesa che un numero sufficente di noi lo accolga.
        Non sarà un corriere con un pacco dono tecnologico a poterlo rimpiazzare; anche se si sta adoperando per prenderne il posto.

        in altre parole,

        ‘la tecnologia potrebbe finire con il deviare dalla corretta ed essenziale percezione di se stessi, nel momento in cui l’Umanità ne ha maggior bisogno storico ed evolutivo’.

        postilla questa che, pur essendo conclusiva di quanto precede, mi viene ispirata di getto, a testo ultimato e senza preavviso.
        Intravvedo solo, per un attimo, una scintilla di luce ‘sulla soglia’, che mi saluta.

        per inciso:
        “L’uomo accetterà questa tecnologia, non perché privato della facoltà di amare, ma perché liberato dalla paura della propria esistenza. Noi non amiamo questa tecnologia, ma la prendiamo perché sappiamo cosa ne faremo.”
        sono frasi la cui lettura a freddo lascia MOOOLTO perplessi; meriterebbero un lungo post, solo di [psico]analisi… lasciamole a chi si unisce al coro senza capire; forse solo K. ha idea di cosa intendesse dire (ciò che ha tutta l’aria di essere un problema suo);

        ma “portare noi stessi al punto del nulla, della non-esistenza” è un ‘falso in atto pubblico’.
        Non esiste
        , è un’ideazione paradossale, ignorante della Realtà Prima, impossibile a compiersi. NON PUÒ ACCADERE, MAI.
        Denota una gravissima lacuna cognitiva alla radice (o malafede), per chi si pone a certe altezze, e debbo denunciarla come tale.
        Viviamo un’epoca di mutamenti profondi, in cui l’abuso di certi concetti può indurre pericolosi depistaggi.
        Tanto più che la propone come il basamento delle sue certezze per il futuro!

        Nonostante cataclismi storici pregressi tali da polverizzare miriadi di esseri, siamo ancora tutti qua a lottare per la risalita;
        E SIAMO SEMPRE GLI STESSI, che lo si rammenti oppure no.

        ebbene sì, vorrei essere un Astro!
        ma ti saluto come un fratello;
        forse un giorno scopriremo che è la stessa cosa
        ____

        p.s. – fino al 14 Dicembre Urano (tecnologia) rimarrà in moto retrogrado (non positivo)

        Data la qualità del dialogo che si sta instaurando, ho rimandato dal mio post direttamente a questa pagina, evitando di ripetermi; spero che una sorta di confronto aiuti chi legge ad entrare meglio nella tematica.
        (volevo tentare un trackback, ma non ho mai capito come funzioni :(

  2. luciano costabile

    Sabato e domenica sarò alla premiazione di K a Montichiari. Occasione nella quale K ribadirà i concetti fondanti della sua tecnologia a pubblico, giornalisti, esperti del settore. Ho molte perplessità ma resta mentalmente e spiritualmente aperto come sempre. Sarei interessato alla partecipazione /creazione di un gruppo di studio per la realizzazione di uno dei prototipi di generatore così come suggerito dallo stesso K. Io sono di Savona….c’ è nessuno…..?

    • Gentile Luciano, ha fatto bene a lanciare la proposta qui, magari qualcuno della bellissima riviera ligure si farà vivo. In bocca al lupo!

Trackback / Ping

  1. Keshe: l’ultimatum ai governi e la creazione universale - Brucialanotizia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.