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Democrazia 2.0, un’iniziativa utopica ma condivisibile e utile

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!La libertà della rete è un argomento che non perde mai d’attualità, purtroppo, poiché spesso se ne parla in occasione dell’ennesimo attacco portato da governi e multinazionali in forma […]
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La libertà della rete è un argomento che non perde mai d’attualità, purtroppo, poiché spesso se ne parla in occasione dell’ennesimo attacco portato da governi e multinazionali in forma di disegno di legge o di trattati commerciali che, spesso e volentieri, invece di proporre una regolamentazione equa, condivisa e trasparente, cercano di portare all’imposizione di vincoli, limitazioni e vessazioni di utilità unilaterale. Di questo ho parlato in diversi articoli sulla libertà del Web e dell’informazione in rete.

Chi mi conosce bene sa che il teatrino della politica non mi interessa più da tempo, poiché ritengo che il sistema politico non sia in grado di produrre una soluzione ai problemi dei cittadini. Allo stesso modo mi sottraggo alla tremenda opera di propaganda, manipolazione e coercizione attuata quotidianamente ed ossessivamente dai media mainstream attraverso televisione, radio e giornali, opera di cui ho parlato ampiamente in precedenti articoli sul tema.

Non posso sottrarmi, però, dal condividere i contenuti di un’interessante iniziativa promossa da 77 firmatari, fra cui scrittori, giornalisti, politici, blogger, docenti universitari, imprenditori e artisti. L’iniziativa è denominata “Democrazia 2.0 – per una campagna elettorale trasparente e per una legislatura aperta alla rete” e ha il merito di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la libertà della rete, stavolta con uno spirito propositivo e non impositivo come si è tentato finora.

Rispetto al resto del mondo occidentale l’Italia si distingue per l’arretratezza tecnologica della connettività, ancora fortemente legata al doppino telefonico e con velocità ridicole, e l’analfabetismo digitale che ancora oggi attanaglia buona parte della popolazione nonostante il Web abbia già compiuto vent’anni. In aggiunta, problemi come la scarsa diffusione della banda larga e il digital divide vengono ignorati da troppo tempo dai governi che si sono finora succeduti e non c’è da meravigliarsi più di tanto, poiché ciò è solo la conseguenza inevitabile di governi e di istituzioni retti da dinosauri ultrasettantenni con limitata prospettiva di vita e un analfabetismo etico, culturale e informativo agghiacciante, come quelli che saremo chiamati a votare fra qualche settimana.

Anzi, proprio perché inadatti ad una società iperconnessa e informatizzata, questi pseudo-estinti tendono a vedere l’innovazione tecnologica e, quindi, culturale ed informativa del paese come una terribile minaccia agli intrighi occulti e alle infide trame cui invece sono geneticamente avvezzi, quindi come un rischio da neutralizzare o quantomeno limitare con ogni mezzo. La libera informazione fornita dalle fonti non allineate né asservite al potere, infatti, procura loro grande fastidio perché contribuisce a rendere evidenti i meccanismi delle operazioni occulte, palesa alle masse l’ignobile propaganda filo governativa e scopre le reali intenzioni accuratamente travestite da misure di austerità.

In ogni caso, l’agenda di Democrazia 2.0 ha inevitabilmente suscitato il mio interesse, sia perché riguarda Internet, Web e libertà d’informazione, sia perché riconosce ed evidenzia le straordinarie potenzialità di democrazia dell’infrastruttura di telecomunicazione globale. L’iniziativa prevede che i partiti, le liste e le coalizioni politiche rispettino i dieci punti dell’agenda sia durante la campagna elettorale, sia in caso di elezione dei propri candidati alle prossime votazioni del 24 e 25 febbraio, ovvero:

  1. di pubblicare online l’elenco di tutte le candidature, offrendo a tutti i candidati una piattaforma web attraverso la quale aprirsi al dialogo e al confronto con i cittadini e presentarsi ai propri elettori con il proprio curriculum, le proprie idee e il proprio programma: massima trasparenza e apertura anche alle critiche dovranno essere irrinunciabili principi ispiratori della campagna elettorale online.

  2. di dare pubblicità a tutte le riunioni politiche di vertice in live streaming e successiva archiviazione online, perché chi si candida alla guida del Paese non può e non deve avere niente da nascondere ai cittadini.

  3. di garantire che tutti i candidati si impegnino, se eletti, a consultarsi costantemente attraverso strumenti telematici con i propri elettori, rispondendo settimanalmente online a interrogazioni pubbliche in livechat.

  4. di impegnarsi nella prossima legislatura perché l’accesso a Internet diventi un diritto fondamentale del cittadino.

  5. di impegnarsi perché la Rete sia davvero neutrale e sia vietato ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica ogni genere di attività di network management suscettibile di incidere sulla libertà degli utenti di accedere a ogni tipo di contenuto a condizioni tecniche ed economiche non discriminatorie.

  6. di impegnarsi perché tutti i dati e le informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni siano resi disponibili online, in tempo reale, in formato aperto e con una licenza che ne autorizzi l’uso da parte di tutti anche per finalità commerciali

  7. di impegnarsi perché i tribunali (e tutte le autorità svolgenti funzioni giurisdizionali) rendano accessibili ai cittadini, online e gratuitamente,i testi integrali di tutte le proprie decisioni.

  8. di impegnarsi a fare in modo che il diritto d’autore sia, anche in Rete, uno strumento di promozione della creazione e circolazione dei contenuti artistici, culturali ed informativi e non solo un vincolo e un impedimento.

  9. di impegnarsi a garantire che nessun contenuto di carattere informativo possa essere rimosso dallo spazio pubblico telematico o reso inaccessibile in assenza di un ordine dell’Autorità giudiziaria.

  10. di impegnarsi nell’adozione delle politiche di governo aperto che vanno diffondendosi in tutto il mondo creando straordinari benefici in termini di trasparenza ed efficienza dell’attività della pubblica amministrazione e di rafforzamento e consolidamento della democrazia.

Il testo ufficiale dell’iniziativa, corredato dall’elenco dei 77 firmatari, è consultabile sul sito democraziaduepuntozero. A sostegno dell’iniziativa è stata inoltre avviata una petizione online su AVAAZ.org che vi invito comunque a sottoscrivere, non si sa mai. Infine è possibile seguire in tempo reale gli sviluppi dell’iniziativa su Twitter mediante l’hashtag #democrazia2punto0. C’è già chi ha interpellato direttamente i vari leader degli schieramenti politici in corsa, finora senza feedback degni di nota.

Le proposte dell’agenda sono assolutamente lodevoli e, qualora venissero rispettate ed attuate come meritano, consentirebbero di riavvicinare il governo, le istituzioni e la politica ai cittadini, di assicurare trasparenza nelle trame di governo, di aumentare la partecipazione diretta della gente, di contrastare l’ignoranza generale favorendo la diffusione della libera informazione attraverso la rete, di saltare la mediazione, spesso costituita da filtri e manipolazioni, dei media ufficiali e, infine, di valorizzare la creazione e la diffusione dei contenuti artistici, culturali e informativi d’autore.

Esattamente il contrario degli obiettivi finora messi in agenda da governi, istituzioni, teatrino politico e multinazionali, ecco perché ritengo, ahimè, scontata l’irrealizzabilità di questa lodevole agenda, che sarà utile soprattutto ad animare qualche teatrale discussione nei vari talkshow politici di qui a fine febbraio. Un risultato importante, però, essa è sicuramente in grado di ottenerlo, ovvero dimostrare ancora una volta, magari grazie anche alla tenacia del bravo Claudio Messora (alias “Byoblu”), come governo, politici ed istituzioni non abbiano mai avuto in agenda il benché minimo interesse dei cittadini, ma solo l‘ottenimento del proprio tornaconto personale e l’obbedienza ai diktat di chi tira i fili dall’alto.

Il sistema non può essere cambiato dall’interno, perché esso è marcio fino al midollo: l’unica via d’uscita è un’eutanasia più rapida possibile fatta di indifferenza e dissenso che ne causi il crollo e la distruzione, per poi iniziare finalmente a costruire un nuovo sistema basato sull’etica, il rispetto, l’uguaglianza, la democrazia e la comunità, non prima di aver investito adeguatamente sulla propria crescita interiore e aver fatto propri questi fondamentali principi.

Magari chi resterà deluso dall’inevitabile vilipendio dell’agenda di Democrazia 2.0 aprirà gli occhi, abbandonerà finalmente il vecchio ed inizierà a desiderare, disegnare e costruire una nuova realtà.

 

Ettore Guarnaccia

 


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1 Commento

  1. Sara

    Nonostante i numerosi tentativi da parte dei singoli governi la rete è riuscita sempre a rimanere abbastanza libera. Lo dimostrano i recenti tentativi di limitare la libertà personale realizzati in Libia, Iran, Siria e Cina da parte dei rispettivi governi. Speriamo che si possa sempre continuare su questa stessa via.
    Sara

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