Evoluzione

Keshe: la cura della SLA, lo Spaceship Institute italiano e il mistero iraniano

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!Una possibile via d’uscita per i malati di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la nascita di un nuovo istituto spaziale caratterizzano le ultime esternazioni ufficiali della Keshe Foundation e, […]
Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!

Una possibile via d’uscita per i malati di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la nascita di un nuovo istituto spaziale caratterizzano le ultime esternazioni ufficiali della Keshe Foundation e, guarda caso, hanno entrambe a che fare con l’Italia, che è diventata anche la nuova patria della fondazione e del suo fondatore. È passato circa un anno e mezzo dall’esplosione del fenomeno Keshe, ma un certo mistero intorno all’intera vicenda permane tuttora. Per quanto tempo durerà ancora? Forse dipende proprio da noi.

La cura della SLA

In un video a metà fra un’intervista e un documentario (visibile in calce a questo articolo), l’Ing. Mehran Tavakoli Keshe ha presentato al pubblico e alla comunità scientifica internazionale le notevoli potenzialità della tecnologia MAGRAVS nel contrasto e nella regressione della sclerosi laterale amiotrofica, meglio conosciuta con l’acronimo “SLA”. Denominata anche Morbo di Lou Gehrig o malattia di Charcot, la SLA è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce i motoneuroni e per la quale, ad oggi, non sono ufficialmente note le cause né esiste una cura medica definitiva, nonostante il numero di soggetti colpiti sia crescente in tutto il pianeta.

Come già anticipato fin dal mese di agosto 2012 (vedi la mia pubblicazione sulla rivista Nexus) e, soprattutto, come illustrato in un’apposita pubblicazione rilasciata dalla Keshe Foundation sul proprio sito web, la tecnologia MAGRAVS consentirebbe di trattare i malati di SLA in maniera non invasiva, innescando nell’organismo del paziente il processo di reazione e recupero delle funzioni, fino alla completa regressione e alla guarigione definitiva. Il recupero funzionale è possibile grazie al riequilibrio dei campi magnetici che compongono gli atomi di idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto che sono alla base degli amminoacidi dell’organismo umano. Stando alle precedenti dichiarazioni di Keshe, la tecnologia MAGRAVS consente di ripristinare lo stato originale di salute del corpo umano con una metodologia di cura rapida, senza ricorso a medicinali e senza effetti collaterali, rendendo possibile anche la cura di altre malattie come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e il cancro.

Il summenzionato video espone pubblicamente, con grande coraggio, la vicenda e le testimonianze dirette del Sig. Massimiliano Bassan, cittadino italiano di Genova, illustrando verbalmente le varie fasi del processo di cura verso la guarigione, da una condizione iniziale di quasi totale immobilità e dipendenza dal supporto altrui, fino ad una vita pressoché indipendente e attiva. Ho provato personalmente a contattare il Sig. Bassan per poter ascoltare dalla sua viva voce lo svolgersi dell’esperienza di guarigione, ma finora non ho avuto successo. Da fonti indirette, però, ho saputo che si tratta di un imprenditore industriale malato di SLA dal 2007 che, grazie alla cura, si è recentemente ripresentato al lavoro camminando con le sue gambe, riacquistando quindi una certa funzionalità motoria grazie al trattamento Keshe. La cura applicata consisterebbe in un particolare materiale prodotto dai reattori al plasma della fondazione, in combinazione con speciali indumenti magnetici che inducono il riequilibrio dell’organismo del paziente, senza nessun medicinale, solo acqua appositamente trattata. Al momento pare che la cura sia ancora molto costosa poiché la produzione del materiale necessario richiede tempi lunghi e specifiche precauzioni.

Una nota stonata è però rappresentata dalla pressoché totale assenza di dettagli tecnici e medici a corredo della vicenda raccontata nel video, ad esempio il protocollo seguito, gli strumenti utilizzati, i cicli di applicazione, grafici che dimostrino l’evoluzione delle funzionalità del soggetto trattato o altri elementi oggettivi di riscontro: ciò non consente una valutazione approfondita di quanto riportato, lasciando il pubblico con una serie di interrogativi e dubbi purtroppo irrisolti e certamente determinanti per la credibilità complessiva della vicenda.

Come ben sappiamo, il servizio sanitario e l’industria farmaceutica non sono mai stati particolarmente aperti alle sperimentazioni indipendenti e al riconoscimento di protocolli di cura non originati e controllati dal sistema stesso. La causa è da ricercarsi negli innegabili interessi economici e di potere in gioco nel campo della salute umana, in cui ciascun paziente vale diverse migliaia di euro sotto forma di contributi, sovvenzioni, bonus e finanziamenti in genere. Un’esternazione come questa della Keshe Foundation sulla SLA è alquanto audace e ricorda molto da vicino la vicenda del protocollo Di Bella per la cura del cancro, oltre ad altre efficaci cure sistematicamente e ferocemente osteggiate dal sistema sanitario occidentale (vedi documentario “Cancro – Le cure proibite” di Massimo Mazzucco).

Oggi l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) riconosce la validità della terapia Di Bella basata sulla somministrazione di melatonina, acido trans-retinoico e somatostatina, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che la chemioterapia, uno dei tre trattamenti anticancro ufficialmente consentiti dal sistema sanitario (insieme a radioterapia e chirurgia), è cancerogena, potenzialmente generatrice di coaguli fatali del sangue ed è di ostacolo ad una serie di funzioni dell’organismo. Una completa inversione di fattori che potrebbe rappresentare un clamoroso fallimento del sistema sanitario mondiale!

L’Ing. Keshe precisa però che la divulgazione della Keshe Foundation sulla SLA non deve essere intesa come contrapposizione al sistema sanitario ufficiale, bensì come pubblica offerta di collaborazione su malattie e sindromi particolarmente debilitanti ed invasive.

Ricordo a beneficio dei lettori che il programma medico della Keshe Foundation appartiene al più vasto Spaceship Program che ha l’obiettivo di consentire la sopravvivenza umana nei viaggi spaziali. Chi volesse unirsi al programma di cura della SLA o volesse porre quesiti di sorta può scrivere alla fondazione all’indirizzo [email protected].

Lo Spaceship Institute Italiano, il trasloco della Keshe Foundation e i reattori

Il primo novembre la Keshe Foundation ha annunciato sul proprio forum l’intenzione di creare uno “Spaceship Institute” (SSI) in territorio italiano, zona Lago di Garda (l’ubicazione precisa non è attualmente disponibile). Questo rivoluzionario ente avrà lo scopo di sviluppare, entro due anni, il primo prototipo di veicolo spaziale in grado di compiere escursioni nello spazio, garantendo al contempo la sopravvivenza dell’equipaggio, dato che attualmente la più grande sfida a livello planetario non è mandare l’uomo nello spazio, bensì assicurarne la sopravvivenza e la salute per tutta la durata degli spostamenti.

Lo Spaceship Institute è stato annunciato e presentato dall’Ing. Keshe in persona nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Keshe Foundation il 31 ottobre scorso a Brescia, alla quale hanno preso parte anche il Dr. Aristide Peli (assessore alla Pubblica Istruzione della provincia di Brescia) e l’ex deputato Fabio Meroni (membro della Commissione Affari Costituzionali). Con l’apertura dell’istituto spaziale italiano, l’Italia diventa di fatto la terza nazione (con Iran e Polonia) ad entrare nel programma spaziale sviluppato dalla Keshe Foundation e basato sulla tecnologia MAGRAVS.

La fondazione Keshe ha invitato ufficialmente gli scienziati specializzati in tecnologie al plasma e in campo spaziale di tutto il mondo, in particolare quelli della Repubblica Islamica dell’Iran, degli Stati Uniti d’America, della Repubblica Popolare Cinese, della Federazione Russa e dell’Italia, ad unirsi allo SSI nella prima metà del 2014. L’obiettivo dichiarato è quello di selezionare almeno dieci scienziati di nazionalità diversa per ciascuna disciplina richiesta del programma dello SSI. L’invito contiene anche la speranza in una risposta cordiale dei governi interpellati, nonché l’ennesima esortazione a mettere da parte qualsiasi differenza e ad unirsi come una famiglia con l’intero pianeta per consentire il viaggio nello spazio dei nostri figli, poiché nello spazio non esistono confini o bandiere, ma solo l’unità del genere umano.

Gli interessanti possono inviare il proprio curriculum vitae per posta elettronica all’indirizzo [email protected] oppure all’indirizzo [email protected].

A quanto pare, infine, la fondazione dello SSI in Italia anticiperebbe il trasferimento di sede della fondazione Keshe sul suolo italiano.

Una piccola nota sui generatori: in base alle dichiarazioni dell’Ing. Keshe, il reattore spaziale sviluppato grazie alla tecnologia MAGRAVS sarebbe ormai pronto e in attesa di essere collaudato dagli scienziati che aderiranno allo SSI, per poi essere condiviso con il mondo intero nei prossimi mesi. Nel frattempo non ho rilevato novità sulla consegna dei circa 150 generatori domestici (dati di marzo 2013) ordinati in tutto il mondo al prezzo di 5.000 euro più spese, la cui ultima data di consegna era stata fissata dallo stesso Keshe per la metà di aprile. A fine agosto la Keshe Foundation aveva pubblicato sul proprio canale YouTube un filmato che avrebbe avuto lo scopo di dimostrare i primi (discutibili) risultati di riduzione di peso ottenuti grazie alla tecnologia MAGRAVS.

Il mistero iraniano

Chi avesse voglia di analizzare con spirito critico i pochi dati oggettivi finora concessi dalla Keshe Foundation sul tema dei generatori al plasma, potrà rilevare come questo tema, analogamente a tutti gli altri fin qui trattati dalla fondazione belga/italiana, non viene mai realmente esaurito né accompagnato da elementi verificabili. Poiché l’atteggiamento e la linea editoriale sono costanti e comuni a qualsiasi ambito trattato dalla fondazione e dal suo fondatore, appare sufficientemente chiaro come essi non possano che essere il risultato di una precisa scelta fatta a monte, mentre a molti potranno sembrare l’espressione di un millantatore visionario.

Di fatto, nonostante abbia trattato personalmente il tema Keshe fin dall’agosto 2012, non sono ancora riuscito a mettere insieme una serie di elementi sufficientemente validi in grado di supportare definitivamente le teorie finora espresse dalla Keshe Foundation: il contenuto delle USB key che la fondazione afferma di aver distribuito ai governi del pianeta pare sia risultato piuttosto confuso e non definitivo, mentre i famosi brevetti industriali ostentati dall’Ing. Keshe sono risultati essere delle semplici proposte di brevetto mai concretizzate. La propaganda allestita dalla fondazione consta di video, dichiarazioni e pubblicazioni, eppure tutti i contenuti da me finora consultati non hanno offerto una rappresentazione chiara dell’origine, della sostanza o degli elementi a supporto delle affermazioni rilasciate da Keshe.

Pur concordando con Massimo Mazzucco sulla molto probabile veridicità delle testimonianze in merito all’applicazione medica della tecnologia MAGRAVS, non ultima quella del Sig. Bassan, i ripetuti spostamenti delle scadenze previste per lo sviluppo dei generatori e del reattore spaziale inducono tuttora ad attendere future conferme che siano in qualche modo verificabili. Keshe appare dunque più un visionario (in senso buono, come lo era Nikola Tesla) che ha già prefigurato in sé il funzionamento della tecnologia e le sue future applicazioni in diversi campi, pur senza aver avuto finora la possibilità tecnica ed economica di renderla realmente fruibile. Un’alternativa potrebbe essere rappresentata dalla precisa scelta di rilasciare gradualmente i diversi elementi della tecnologia, forse in considerazione del fatto che l’umanità non si è ancora dimostrata pronta a ricevere una tale rivelazione né a gestire con saggezza ed altruismo il potere immenso che ne deriverebbe.

Keshe ha più volte spiegato come la tecnologia MAGRAVS sia già in possesso del governo iraniano e consentirebbe all’Iran di neutralizzare con efficacia e rapidità qualsiasi tipo di armamento moderno. Questa affermazione collima con il ruolo recentemente assunto dall’Iran nella politica internazionale e la sospetta ed eccessiva attenzione che le superpotenze mondiali hanno rivolto allo stato mediorientale negli ultimi anni. Se il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif è riuscito a strappare un accordo sul nucleare a Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito, Francia e Germania nel recentissimo summit di Ginevra, sconfiggendo le enormi pressioni contrarie di Israele e riuscendo ad ottenere una riduzione delle sanzioni, significa che la posizione dell’Iran è nettamente cambiata a proprio favore.

L’Iran, che ha sopportato attacchi informatici mirati e devastanti e che ha subito la perdita di diversi scienziati nucleari in attentati organizzati dai servizi segreti occidentali, adesso siede allo stesso tavolo delle più grandi, arroganti ed ipocrite superpotenze mondiali, le stesse che per anni hanno urlato il pericolo rappresentato dalla possibile proliferazione nucleare iraniana ma senza mai mettere in discussione l’enorme arsenale nucleare in loro possesso. L’Iran sembra aver temporaneamente vinto la smania di supremazia politica degli Stati Uniti e gli intenti bellici di Israele. Se così fosse, c’è da augurarsi che l’Iran sfrutti questa eccezionale leva politica in suo possesso per salvaguardare il mondo dalle intenzioni egemoniche delle cosiddette superpotenze e garantire un futuro relativamente pacifico al pianeta.

Lo stesso Keshe ha detto “questa tecnologia ci salverà o ci distruggerà”, probabilmente per avvertire il mondo intero che, oltre alle possibili applicazioni, c’è molto altro da rivelare e che le conseguenze delle future rivelazioni potranno risultare devastanti per l’umanità intera se non saremo pronti ad accogliere, gestire ed utilizzare questa tecnologia per il bene comune, con le necessarie dosi di amore e saggezza. A tutti coloro che nutrono una particolare curiosità verso la Keshe Foundation e la tecnologia MAGRAVS ribadisco quindi un concetto molto semplice: se noi, come singoli uomini e come genere umano, non sceglieremo di evolverci verso livelli più elevati di coscienza e di sentimento fino a dimostrarci veramente degni, probabilmente non scopriremo mai ciò che ancora rimane da rivelare e se questo potrà realmente cambiare la nostra vita futura e quella dei nostri figli.

 

Ettore Guarnaccia

 

Il video della Keshe Foundation intitolato “Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS)”:

 


Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!


12 Comments

  1. francesco angius

    eh sì, signori miei, ormai i tempi sono maturi per un’evoluzione.Finalmente i processi in corso, ci attestano che stiamo entrando in grande stile nella nuova era, profetizzata da molti in passato. Ci sono molti misteri che affondano le loro radici al di là della terra, sion e thuban, due grandi alleanze cosmiche, si sono combattute fino ad ora, per avere la supremazia assoluta sulla terra , ma…. Qualcosa di superiore ad esse, ha ordinato che le gerarchie eterico- astrali che le rappresentano sulla terra , venissero sostituite. Orbene, Vi sono dei piani di nuova ri-generazione e ri- creazione del pianeta terra e la keshe F. è una di esse. Come alla fondazione della nostra cosiddetta intelligenza, Gli al gruualix, i maitre, gli shantbalam ed i matrax, donatori di una parte del nostro genoma, e Magell ( o pleiadiani), ramai, soslipsirai ed horus, donatori dell’altra parte del genoma, verranno guidati e diretti ancora una volta dai siriani di SION o Zion, aiutati da una stirpe di controllori vigilanti ( anunnaki). Questa volta , però, la terra ritornerà un giardino armonioso come una volta, la veggente regina di Zion ha proferito. piuttosto, rimane ancora un po di lotta da fare contro i corpi oscuri inseminati dentro di noi dalla passata era di oscurità, nella quale le razze sopra citate, invece di seguirci e di migliorarci, non hanno fatto altro che parassitarci. Per questo, perderanno ogni diritto di guida della nostra razza. Zion ci darò la conoscienza di quelle forze che rappresentano, sulla terra, gli otto trigrammi degli I ching, di cui il tao te ching del maestro lao tze è la chiave.

    • Gentile Francesco, grazie per il suo commento. Sebbene sia convinto che esista una coscienza creativa universale che regola tutto, sono altrettanto convinto che l’evoluzione, se si verificherà, non potrà mai essere il prodotto di un intervento esogeno, bensì solo il risultato di una profonda mutazione nella coscienza di ciascun singolo essere umano. Saluti.

      • Michelangelo

        Buongiorno,
        Il 7 agosto 2014 a mio padre é stata diagnosticata la SLA.
        Dopo la disperazione per tale diagnosi, comunicata dai medici nel modo più bestiale e inumano che potevano, ci siamo attivati ricercando tutte le strade non ufficiali percorribili. Dopo avere fatto varie ricerche, ho inviato una mail alla keshe Foundation. Sono stato chiamato al telefono personalmente dall’ing. Keshe e ci siamo dati appuntamento a Desenzano, lui mi ospitò il 5 settembre 2014 alle 14.00 presso un albergo. (Cosa strana per una fondazione così ben presentata nel web. Possibile che non abbia un appartamento da dedicare a sede della RINOMATA Keshe Foundation ? ) Ci siamo presentati io, mio fratello e mio padre. L’ingegner e ha fatto varie domande a mio padre (supportato da mio fratello per l’inglese) che riguardavano tempi di apnea, forza delle mani, con domande e considerazioni molto tecnico/mediche. Alcune domande riguardavano anche la sua convinzione psico di voler effettivamente uscirne, che era molto importante, altrimenti la cura era vana. Noi chiedemmo anche di poter incontrare alcuni dei suoi pazienti, e lui con gentilezza ci riferì che erano segreti protocolli nomi dei collaboratori e nomi dei pazienti. Che strano.
        Ci spiegò che la cura era imperniata su tre contenitori (tazze) che lui ci avrebbe preparato e tarato magnetico/gravitazionalmente in base a degli esami del sangue di mio padre. E questi avrebbero modificato cibi e bevande che avrebbe consumato mio padre non prima di un ora e mezza dall’averli riempiti. Ci spiegò che le cure erano costose, ma che in casi di terapie fatte a persone nullatenenti, venivano elargite dalla keshe Foundation in modo gratuito, e qualora il guarito ritornerà al lavoro, potrà dare un contributo economico alla fondazione a riconoscimento delle cure concessegli, lo farà di sicuro. L’incontro si concluse con l’accordo di inviargli su di una particolare mail (di un suo particolare gruppo di scienziati) gli esami del sangue e che poi ci saremo re incontrati per la consegna delle tazze, senza richieste di danaro, nonostante le nostre continue richieste sulle cifre che saremmo andati incontro. La risposta fu: farete una donazione alla fondazione.
        Parentesi: non sto a elencare il motivo di perché il lago di Garda per la sede “italiana” : la presenza di scienziati che lavorano per la sua fondazione, la polizia lo protegge “a distanza” in quanto non ha guardie del corpo, che la grande superficie d’acqua del lago gli servirebbe per test notturni sulle sue macchine volanti a velocità mach 10, 20, 40. Inoltre ci disse che i droni americani in Iran, furono portati a terra integri per mezzo dei suoi campi magnetici/gravitazionali, che il governo giapponese sta usando la sua tecnologia per disinquinare il territorio e l’acqua intorno a fukuschima dalle radiazioni gamma e beta ecc. ecc.
        Ritornati a casa increduli, ci dicevamo, se ci chiede un paio di mila euro ci può stare, poi se veramente funziona la donazione imponente ci starebbe tutta. Ma l’entusiasmo è durato poco.dopo pochi giorni, telefonandoci prima del secondo appuntamento, ci chiese esplicitamente una “donazione” di 15.000,00 € altrimenti niente incontro. Alla nostra spiegazione che quanto costasse lo avevamo ripetutamente chiesto noi al primo incontro, e che richieste a posteriori di cifre del genere erano improponibili. lui cominciò a trattare sul quanto avremmo potuto dargli. Gli abbiamo risposto che eravamo disposti a prendere in affitto le “tazze” ad un prezzo da stabilire, ma non ne discusse minimamente. Ci ritelefonò almeno 4 volte in due giorni per contrattare sulla cifra. Sempre lui personalmente. Alla nostra comunicazione di lasciare perdere, ci disse che non avevamo a cuore la salute di mio padre……Non lo abbiamo più contattato. E la ricerca del fantomatico suo guarito dalla SLA, Massimiliano Bassan, risulta introvabile, lo si può vedere solo nei filmati che vediamo su youtube, collegati alla keshe Foundation.
        Direi che l’esperienza ci dice che la cosa sa molto di “sola”, aggraziata dal fatto che questo gioca sulla disperazione della gente. Ma vi immaginate: se uno guarisce dalla SLA, lo scrive sui muri di tutto il mondo, altro che rendersi introvabile come il Massimiliano Bassan. E come fa uno scienziato in possesso di energia gratis per l’eternità, con la possibilità di guarire le persone da simili malattie girare indisturbato senza avere attorno almeno 5 bodyguard…….ecc ecc. attendo commenti in merito a questa nostra esperienza.
        Ciao

        • Gentile Michelangelo, innanzitutto mi dispiace per la malattia di suo padre e le faccio i miei migliori auguri di trovare presto una via di guarigione.
          Ho trovato la sua esperienza molto interessante, benché non positiva, e spero che possa fornire qualche elemento di valutazione in più per i lettori di questo blog sul tema Keshe.
          Non c’è alcun dubbio sul fatto che sia possibile ripristinare la salute dell’organismo umano attraverso il riequilibrio degli spin nucleari, utilizzando tecniche sia naturali (come i 5 Riti Tibetani), sia artificiali.
          Ciò che giustamente lascia sconcertati sono le modalità di gestione di questa fantomatica tecnologia MAGRAV che l’ing. Keshe ritiene essere la panacea di diversi problemi planetari (ipotesi confermata “a sensazione” anche da scienziati come Giuliana Conforto, in attesa di verifiche tangibili).
          Sono sicuro che qualsiasi tecnologia sperimentale abbia dei costi, spesso esorbitanti, ma come giustamente dice lei, se effettivamente funzionasse qualsiasi paziente sarebbe disposto ad elargire anche somme ingenti come contropartita di un’insperata guarigione.
          Sono molti gli aspetti “torbidi” di questa vicenda Keshe che cozzano con l’immagine di “profeta” che l’ingegnere iraniano sta proponendo di sé stesso, e le testimonianze dirette come la sua possono contribuire a portare un po’ di verità sulla questione. La mia speranza è che molto presto si giunga a comprendere quali siano le strade migliori per prevenire innanzitutto (partendo da una corretta alimentazione e cura dell’organismo) e poi per curare e guarire definitivamente qualsiasi malattia.
          Grazie per il suo interessante commento e in bocca al lupo per il futuro.
          Un abbraccio
          Ettore

  2. Io ho avuto meno illusioni… dopo un primo contatto via mail ho inviato la cartella clinica di Gianni e non mi hanno mai risposto… ma se questo ing. Keshe è a Desenzano, una visitina da parte della Guardia di Finanza per capire, no?
    Ci tengo a precisare, per onore della verità, che io circa un anno fa ho cercato personalmente Massimiliano Bassan che in un primo momento sembrava abitasse a Roma, poi invece quardando “meglio” nel suo profilo Facebook ho capito che risiede a Genova… io ho parlato personalmente al telefono con la madre e, ragazzi… una madre anziana non finge!!! Mi ha detto tutta la sua angoscia per il figlio malato e che speravano tutti in questa cura… non mi ha detto che il figlio era guarito… anzi!!! Poi sono riuscita a rintracciare anche il suo fisioterapista, un medico, persona serissima, che mi ha confermato che Massimiliano Bassan stava meglio ma non che era guarito, badate bene!!! Ha solo aggiunto che il Bassan non poteva parlarmi perché ha firmato una clausola con la fondazione Keshe… e questo mi torna con la testimonianza di Michelangelo.

    • Paola, grazie mille per il tuo interessante commento, che aggiunge ulteriori elementi di esperienza diretta sulla cura Keshe per la SLA e che contribuisce sicuramente a fare maggiore luce sulla verità. Attendo ulteriori aggiornamenti da te, qualora ci fossero, e da chiunque altro abbia avuto esperienze dirette con la fondazione Keshe, non solo per la cura della SLA. Grazie.

  3. Voglio ringraziarti caro Ettore per aver esternato con umanità, imparzialità e grande professionalità le tue perplessità su Keshe che conosco per causa di forza maggiore dato che sono stato nominato (senza preavviso) uno dei 12 Cavalieri di Pegaso dell’Arcipelago One di cui anche Keshe fa parte. Incarico che è durato molto poco dato che, alla luce di quanto è emerso sul loro operato e dopo un tentativo di strumentalizzare la ONLUS che rappresento, ho motivato e dato pubblicamente le mie dimissioni. Tuttavia alla luce di diversi nuovi accadimenti e dato che questo articolo, seppur non recente, mi ha ispirato, è giunto il momento di aprire totalmente il sipario e far sapere agli esseri umani chi è Keshe e quali sono le sue reali intenzioni su questo pianeta. A proposito.. mi chiamo Pietro Tamburella alias AquilaSenzaNido, sono fondatore e presidente del Movimento Universale Umani in Divenire e molto presto farò delle importanti dichiarazioni pubbliche sul miraggio Keshe da cui vi consiglio vivamente di diffidare pur rimanendo in Osservazione. Grazie!

    • Caro Pietro, grazie a te per la tua testimonianza. Seguii il tema Keshe per un bel po’ di tempo dopo averlo scoperto a seguito di una mia analisi sulla cyber guerra in corso fra Stati Uniti, Israele e Iran. Ad un certo punto, riuscii a discernere fra la mole di dichiarazioni pur plausibili che propinava e cominciai a vedere. Non ebbi mai prove di prima mano ma chiesi a chi poteva averle di produrle (come si vede nei commenti). Non può che farmi piacere la tua intenzione di esternare ciò che hai maturato su Keshe e le sue pratiche, sicuramente avrai uno spettatore in più. Hai già deciso dove e in che forma farai tali dichiarazioni? Non vorrei assolutamente perdermele! Un abbraccio e grazie mille per il tuo commento. A presto.

      • Non nego che il comportamento del Dott Keshe mi lascia a dir poco perplesso,da quasi santo come un messia a strozzino di turno,spero che tutto questo modo di fare sia una buffala,

  4. mariana

    Questo che è statto scritto sopra sono solo delle menzogni stritte di un imbecile Dirk Laureyssens ha usato una falsa affermazione nelle sue firme e email dove lui si è definito ADVAISOR del Sig. KESHE. La verità è qui https://www.facebook.com/KesheFoundationItalyOfficial/posts/1658345347755584
    E qui ce anche un video con questo imbecile che ha parlato male in nome di Sig Keshe per distrugerlo .https://www.facebook.com/KesheFoundationItalyOfficial/videos/1642795105977275/ Sig Keshe non ha mai chiesto nulla a nessuno e se lui voleva fare soldi non faceva publica la sua tecnologia che noi lo useamo tutti per il scopo sanitario e anche per produre energia eletrica. Non ho comprato mai niente ,tutto ho fatto personalmente in casa mia e tutto funziona benissimo. Non credete a tutte queste cavolate che la gente ci prova distrugere sig Keshe perche non è vero proprio niente di tutto quello che è negativo su questo uomo Keshe,anzi lui ti spiega tutto paso a paso per ogni problema o ogni malattia. E chi non crede andate per legere le testimonianze di centinaia di pagine ,della gente dal tutto il mondo che ha avuto dei grandi miracoli con diverse malattie risolti in pocchissimo tempo https://testimonials.keshefoundation.org/

Rispondi a Sem Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.