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Generazione Z, sensibilizzazione genitori dell’istituto Stefanini di Padova

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Martedì 8 maggio dalle 18.00 alle 19.45 ho avuto il piacere di condurre un evento di sensibilizzazione sull’esperienza d’uso delle moderne tecnologie digitali per una quarantina di genitori di ragazzi di prima, seconda e terza media (11-14 anni) della scuola secondaria di primo grado “Stefanini” di Padova (Salboro), organizzato dal X° Istituto Comprensivo di Padova. L’evento è il coronamento della partecipazione dell’istituto Stefanini alla rilevazione svolta l’anno scorso nell’ambito del Progetto Generazione Z e dell’evento di sensibilizzazione tenuto con i ragazzi stessi lo scorso 19 aprile.

L’incontro ha avuto un taglio nettamente differente rispetto a quello dedicato ai ragazzi: mentre quest’ultimo era focalizzato sui meccanismi peculiari delle principali minacce online e sul trasferimento degli strumenti per riconoscere situazioni a rischio e per adottare i migliori comportamenti preventivi, questo incontro era focalizzato sul rendere consapevoli i genitori di come i loro figli usano le tecnologie, quali sono le più utilizzate e quali siano i fenomeni più pericolosi per la loro incolumità psicofisica.

Ammetto di non esserci andato leggero.

Ho esposto le caratteristiche della nuova Generazione Z con il supporto dei dati della rilevazione statistica del progetto, opportunità e rischi dei social media, l’avvento dei nuovi social media fra i più giovani e la fallacia della tecnologia in cui riponiamo la nostra fiducia. Ho parlato quindi di attention economy e della competenza reale dei ragazzi.

In tema di rischi, si è affrontato l’argomento dell’adescamento online (grooming), descrivendone le fasi e i meccanismi adottati dai malintenzionati, quindi le migliori contromisure per prevenire situazioni spiacevoli. Si è passati poi alla dipendenza, parlando di dipendenza tecnologica, nomofobiaFOMO (Fear of Missing Out), vamping e crescita dei difetti visivi, soprattutto della miopia. In tema di contenuti inadeguati per i minori, è stato realizzato un esperimento in diretta con un collegamento alla webchat Omegle per dimostrare quanto sia semplice accedervi (senza dover inserire alcun dato) e, soprattutto, incappare in interlocutori in situazioni esplicite, come la masturbazione in video.

Ai genitori è stato illustrato il meccanismo della stimolazione delle aree del cervello dedicate alla gratificazione e del ruolo della dopamina nelle varie forme di dipendenza, quindi delle forti relazioni fra situazioni personali, famigliari ed emotive e l’insorgenza di forme di dipendenza come compensazione. Infine si è parlato di videogiochi violenti, con una dimostrazione pratica di GTA V, di dipendenza da videogiochi, con la proiezione del video della reazione rabbiosa di un ragazzino privato del suo gioco preferito, e dal gioco d’azzardo. Una piccola parentesi anche sugli energy drink e sulla pericolosità della recente moda di mescolare alcol ed energy drink.

In tema di sessualità online si è parlato di pedopornografia, sexting, videochat e webcam, mentre in materia di privacy e immagine personale si è parlato dell’importanza delle informazioni pubblicate e dell’immagine che i ragazzi danno di sé attraverso i social network. Sul cyberbullismo, di cui si parla già molto a scuola, mi sono limitato a porre l’attenzione dei ragazzi sui diversi ruoli assumibili nei casi di bullismo e sulle peculiarità dei due ruoli principali di cyberbullo e vittima, nonché sul migliore modo di affrontare un bullo e uscirne vincitori. L’intervento si è concluso con l’esposizione dei principali reati come conseguenza di azioni sbagliate, sulla responsabilità genitoriale e sul modo migliore di chiedere aiuto in situazioni spiacevoli.

Durante l’esposizione sono stati proiettati filmati su adescamento, dipendenza tecnologica, privacy e bullismo, oltre al trailer del film “Disconnect” in cui sono trattati molti dei temi discussi nell’evento e la cui visione è consigliata ai genitori, così come ai ragazzi.

Ringrazio la prof. Paola Guaita del X I.C. “Stefanini” di Padova per l’invito e per la partecipazione alla fase di rilevazione statistica del progetto Generazione Z.

 

Ettore Guarnaccia

 


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