Censorship, World Wide Web

ACTA: iniziano i dietrofront

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!Sono passate poco più di due settimane dalla cerimonia del 26 gennaio 2012 nella quale i rappresentanti dell’Unione Europea e di 22 stati membri hanno zelantemente siglato l’accordo ACTA. […]
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Sono passate poco più di due settimane dalla cerimonia del 26 gennaio 2012 nella quale i rappresentanti dell’Unione Europea e di 22 stati membri hanno zelantemente siglato l’accordo ACTA. Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito e, ovviamente, l’Italia. Mancano Estonia, Cipro, Olanda, Slovacchia e Germania.

In precedenza, il 1 ottobre 2011, l’avevano già siglato altri otto paesi: Australia, Canada, Giappone, Corea del Sud, Marocco, Nuova Zelanda, Singapore e, manco a dirlo, gli Stati Uniti d’America. Manca, al momento, la ratifica del Parlamento Europeo che dovrebbe arrivare entro metà 2012. C’è da dire che molti rappresentanti sono stati fortemente indotti a firmare senza chissà quali spiegazioni, tanto che in pochi hanno veramente compreso i contenuti di ACTA prima di siglare il trattato.

La lotta contro l’approvazione e l’attuazione di ACTA sta montando sia sul web, sia con diverse manifestazioni di piazza previste per domani 11 febbraio in tutta Europa. Nel parlamento polacco, alcuni parlamentari hanno manifestato contro ACTA indossando l’ormai famosa maschera di Guy Fawkes, il leggendario cospiratore rivoluzionario inglese, protagonista del film “V per Vendetta“. Sono state le numerose manifestazioni di dissenso del popolo del web ad indurre alcuni rappresentanti europei a consultare meglio ACTA e a riconsiderarne gli effetti, soprattutto in termini di censura.

I primi dietrofront arrivano dalla Polonia, dove il premier Donald Tusk ha annunciato di voler recedere dalla firma del trattato, e dalla Germania dove il governo ha deciso di attendere e stare a guardare gli sviluppi prima di apporre la propria firma, preoccupato per le sempre più gravi manifestazioni di dissenso.

Vedremo cosa succederà dopo le manifestazioni di domani, ma sembra proprio che anche i pilastri di ACTA stiano per cedere, come già successo per SOPA, PIPA e Fava. Chi darà la spallata decisiva?

 

Ettore Guarnaccia


 


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