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Generazione Z, intervento all’Internet Governance Forum Online 2020

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!Giovedì 8 ottobre 2020 sono intervenuto come ospite alla seconda giornata dell’Internet Governance Forum Online 2020 di IGF Italia, in una delle sessioni parallele di CCIAA Torino, su gradito […]
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Giovedì 8 ottobre 2020 sono intervenuto come ospite alla seconda giornata dell’Internet Governance Forum Online 2020 di IGF Italia, in una delle sessioni parallele di CCIAA Torino, su gradito invito di Sia Partners Italia. L’intervento, dal titolo “L’incidenza del fattore «umano» sui rischi legati all’utilizzo del web e dei social network“, è stato condotto insieme al prof. Rocco Oliveto, vicedirettore del Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università del Molise e Delegato del Rettore al Trasferimento Tecnologico, con la moderazione della dott.ssa Simona Di Felice, Director e Head of CIO Advisory Practice Italy di Sia Partners Italia.

Nell’intervento sono stati trattati gli argomenti delle minacce informatiche veicolate da comportamenti umani non appropriati, con focus sui fenomeni del phishing, del misdelivery e della misconfiguration, nonché del new normal introdotto dal lockdown e dall’emergenza sanitaria da Covid-19, con un nuovo modello di didattica a distanza e nuove opportunità per i cyber attaccanti, in termini di superficie di attacco più ampia e un nuovo target di vittime.

Il mio primo intervento è stato focalizzato sull’aumento degli attacchi a tema Covid-19 durante il lockdown e sull’accelerazione della digitalizzazione dei processi per banche e grandi aziende, con gli attaccanti che sono passati ad adottare contatti diretti con le potenziali vittime, ad esempio con telefonate (vishing) e SMS (smishing), sfruttando le carenze delle compagnie di telecomunicazione che consentono tuttora tecniche di sostituzione della SIM telefonica (SIM Swap) e di impersonificazione (Alias Swap o Spoofing). Il 90% degli attacchi sono frutto di social engineering ed errore umano, a dimostrazione che il «fattore umano» è indubbiamente al centro del problema. Questo impone di investire di più sulla cultura e la sensibilizzazione delle persone, spiegando in maniera semplice e chiara qual è il modus operandi dei criminali per consentire loro di riconoscere sul nascere i tentativi di attacco, basati sul carpire la loro fiducia sfruttando l’aspetto emozionale e la sensazione di urgenza e pericolo imminente.

Il secondo intervento ha riguardato la maggiore abitudine delle persone, soprattutto dei giovani, all’utilizzo di strumenti di videochat come conseguenza del lockdown, che ha aumentato l’incidenza di fenomeni e rischi che riguardano un uso non consapevole di questi strumenti. Già in larga parte abituati all’uso di social votati all’immagine come TikTok, Instagram e YouTube, i più giovani sono anche soggetti al rischio di cadere nella trappola dei tanti pedofili predatori professionisti che popolano la rete. Un rischio crescente riguarda la pratica del sexting, la condivisione di contenuti espliciti che può condurre ad altri fenomeni pericolosi come il sextortion, ricatto a scopo di estorsione, o il revenge porn, la pubblicazione dei contenuti a scopo di vendetta personale. La spinta è fornita dal pessimo esempio di molte celebrità, come dimostrato dal fenomeno “The Fappening” che dal 2014 a oggi ha visto la violazione dei contenuti privati e a sfondo sessuale di oltre 500 celebrità, e dall’ipersessualizzazione dilagante del mondo dell’intrattenimento (cinema, musica, televisione, serie TV), in cui gli artisti, soprattutto attrici e cantanti, si offrono al pubblico in abiti, atteggiamenti e provocazioni ben più spinti rispetto al mondo del porno. L’esposizione del corpo su videochat o attraverso il sexting rappresenta un rischio molto elevato per l’immagine pubblica, la reputazione e, quindi, l’integrità psichica dei soggetti più vulnerabili come gli adolescenti, alla costante ricerca di accettazione, riconoscimento sociale e fama. Alcuni arrivano ad abbracciare obiettivi di monetizzazione, anche sulla spinta di aziende senza scrupoli che sponsorizzano con forniture di prodotti o compensi la produzione di ulteriori contenuti a sfondo chiaramente sessuale. Basta fare una semplice ricerca su YouTube con le parole chiave “haul try-on” o un giro nelle sezioni “Per te” di TikTok e nei Reels di Instagram.

La sensibilizzazione e la cultura dei giovani su un uso più accorto, consapevole e responsabile del digitale sono imperativi da indirizzare urgentemente sia in famiglia, sia a scuola con programmi adeguatamente strutturati di educazione digitale, allo scopo di prevenire danni reputazionali e impatti psicologici molto difficili da risolvere.

Di seguito il video dell’evento a partire da 1:49:30 (durata di circa 30′):

La copertina del libro “Generazione Z

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Ringrazio sentitamente la dott.ssa Simona Di Felice di Sia Partners per la proposta e il gradito invito, e il prof. Rocco Oliveto per la piacevole e interessante collaborazione.


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