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Sexting: fattori e rischi di un fenomeno in pericolosa espansione

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo!Ripropongo sul mio blog un articolo sul sexting che ho scritto per il blog di Women for Security. L’articolo originale lo trovate qui: Sexting: fattori e rischi di un […]
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Ripropongo sul mio blog un articolo sul sexting che ho scritto per il blog di Women for Security. L’articolo originale lo trovate qui: Sexting: fattori e rischi di un fenomeno in pericolosa espansione. Ringrazio la community di Women for Security per aver pubblicato il mio articolo e per l’opera di promozione di consapevolezza e conoscenza.

La cronaca degli ultimi tempi riporta un notevole aumento di sexting e sesso virtuale, rispettivamente del 34% e del 6% secondo una recente ricerca svolta dalla Fondazione Foresta Onlus di Padova su 5mila giovani. In aumento anche pornografia e incertezza sessuale, con il 15% dei giovani maschi e il 29% delle femmine che “non si sentono eterosessuali”. Tutto ciò in un contesto di ansia, depressione, solitudine, apatia e insicurezza dovute alle restrizioni imposte dall’avvento del COVID-19. Sono i “Coronials”, una pseudo-generazione, sorta a cavallo delle generazioni “Z” e “Alpha”, che comprende bambini e adolescenti cui socialità e sessualità sono state limitate, rinchiusi in una realtà sempre più digitale e meno reale, con uno stato d’animo fortemente compromesso. Molti genitori si sentono sollevati dall’avere i figli sempre a casa al sicuro, ignorando che molti pericoli si nascondono proprio nel mondo virtuale in cui essi sono costantemente immersi.

Fenomeni come cyberbullismobody shamingrevenge porn e sextortion sono frutto della dilagante propensione a esporre il corpo, a consumare pornografia, a praticare il sexting e a coltivare ideologie che generano deviazioni dell’identità sessuale. Scambi di fotografie e filmati su social e app di messaggistica, nonché videochat a sfondo sessuale che possono essere registrate senza consenso, sono pratiche sempre più diffuse. Secondo recenti statistiche, il sexting riguarda un adolescente su cinque intorno ai 16 anni e uno su tre intorno ai 18, ma il fenomeno è in costante aumento ed espansione, tanto che la Fondazione Carolina rileva un aumento del 500% delle richieste di assistenza.

Il continuo abbassamento dell’età in cui i genitori concedono il cellulare ai figli, spesso senza esercitare alcuna supervisione, rende la pornografia sempre più precoce, già durante l’infanzia. Lo psicologo Al Cooper l’ha definita “accessibile, abbordabile e anonima”, perché può essere fruita da qualsiasi dispositivo, è gratuita e non richiede registrazione. Io aggiungo “accidentale”, perché l’esordio con la pornografia può avvenire in maniera casuale, durante una normale ricerca sul web, tramite collegamenti su siti web poco attendibili, a causa di banner pubblicitari o su invito di amici e compagni. La conseguenza è una forma mentis in cui l’affettività viene distorta e la sessualità è sempre più sinonimo di sesso fisico, non contempla più né sentimento né passione. La ricerca del piacere sessuale attraverso la pornografia, quando diventa compulsiva, produce un’eccessiva sollecitazione del sistema della ricompensa, producendo boom di dopamina che vanno a plasmare i cervelli ancora in sviluppo rafforzando le aree correlate alle dipendenze. Le principali conseguenze consistono nell’aumento della soglia di tolleranza, quindi una crescente compulsione, una predisposizione a ricercare sempre più di frequente queste sollecitazioni artificiali nocive, che sostituiscono quelle naturali di una sessualità autentica e sana.

Il mondo dell’intrattenimento, che riempie la vita di giovani e adulti di musica, film e serie televisive, propone modelli fortemente sessualizzati, costituiti dalle star più seguite su media e social, che ostentano comportamenti sessualmente disinibiti, deviati, spesso espliciti, rendendoli normali agli occhi dei giovani seguaci. L’evento “The Fappening” ha dimostrato che moltissime celebrità (oltre 500 dal 2014 a oggi) producono fotografie e filmati di nudità o di sesso esplicito, li conservano nel cellulare e li scambiano con i loro partner. Alcuni esempi? Miley Cyrus, Katy Perry, Selena Gomez, Ariana Grande, Rihanna e Taylor Swift, che hanno seguito la strada tracciata da Madonna, Britney Spears e Christina Aguilera. Alle loro spalle, produttori e manager senza scrupoli in nome del profitto, che dapprima le lanciano con un’immagine acqua e sapone su canali per giovanissimi, come Nickelodeon e Disney, per poi trasformarle gradualmente in modelli di disinibizione, ammiccamento sessuale, ostentazione di deviazioni e atteggiamenti espliciti da far impallidire le pornostar, secondo una precisa agenda. E i modelli proposti da tanti influencer su Instagram, TikTok e YouTube seguono inevitabilmente la stessa filosofia, secondo cui l’esposizione di sé e del proprio corpo, il continuo richiamo sessuale, unite a mediocrità e idiozia, sono il mezzo per monetizzare sui canali social e trarre profitto dalle sponsorizzazioni di aziende senza scrupoli.

Pornografia, idoli e influencer hanno generato e alimentano lo spiccato narcisismo e la marcata tendenza alla sovraesposizione mediatica che contraddistinguono le nuove generazioni. Bambini e adolescenti si propongono sui social media – Instagram, TikTok, Twitch e YouTube su tutti – con naturale disinvoltura e con sorprendenti capacità di video making, in un desiderio esasperato di esibirsi ed esporre il proprio corpo con messaggi a sfondo sessuale, dimostrando una forte predisposizione generale all’emulazione acritica e incauta dei trend più virali, tutto pur di raccogliere like e follower. L’onnipresenza del digitale è un fattore fondamentale, lo smartphone sempre in mano è una tentazione troppo forte per non catturare immagini di sé nelle situazioni più disparate, comprese quelle più intime. Immagini che vengono incautamente affidate alla tecnologia tentatrice, che però è vulnerabile e fallibile. Il cellulare può essere smarrito, sottratto o violato, gli account cloud di Apple e Google possono essere violati, app e piattaforme possono soffrire di difetti di programmazione, così le immagini possono essere prelevate, diffuse e diventare pubbliche e virali in un attimo, quando meno ce l’aspettiamo.

Diversi esperti sospettano che questa sfrenata ricerca di visibilità, apprezzamento e riconoscimento delle nuove generazioni attraverso il digitale sia frutto di insicurezza, ansia, depressione, senso di solitudine e disagio nella vita reale. Numerosi studi medico-scientifici dimostrano che questi sentimenti negativi vengono generati e rafforzati proprio dall’uso di social e dispositivi digitali. Così, bambini, adolescenti e giovani adulti entrano e restano invischiati in un circolo vizioso, ricercando nel digitale l’effimera soluzione a disagi e malesseri generati dall’avvento del digitale stesso, un cul-de-sac che ha molto a che fare con la dipendenza vera e propria.

Pornografia precoce, modelli ipersessualizzati, narcisismo e tendenza all’esposizione del corpo sono all’origine del sexting. Molti giovani lo considerano normale e innocuo, proprio perché sempre più diffuso e reso normale dal contesto sociale. Molti sono convinti di poterlo controllare agevolmente e senza conseguenze. Ma i tanti casi di adolescenti e adulti vittime di vessazioni, ricatti ed estorsioni raccontano una realtà ben diversa. Il rischio di danni alla propria immagine pubblica e alla reputazione è elevatissimo. L’eventuale diffusione di immagini esplicite può avvenire a fronte di violazioni, di problemi tecnici o per colpa di persone stupide e senza scrupoli a scopo di danneggiamento, vendetta o estorsione. L’eccezionale efficacia di social e chat diffonde i contenuti a migliaia se non milioni o miliardi di utenti con rapidità inimmaginabile e inarrestabile, senza lasciare alcuna possibilità di rimozione definitiva. Qualsiasi utente, infatti, può condividere, scaricare e ricaricare le immagini su più social, canali tematici, circuiti di peer-to-peer e addirittura siti pornografici o di pedofilia.

Diversi giovani hanno subìto questa sorte, ma solo pochi casi sono arrivati all’attenzione del pubblico come quelli di Forza Chiara da Perugia, Carolina Picchio, Tiziana Cantone, Amanda Todd e Belen Rodriguez. Questi casi dimostrano che affidarsi alla legge serve a ben poco. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi verso la tutela delle vittime di cyberbullismo, estorsione a sfondo sessuale (sextortion), diffusione non autorizzata di immagini esplicite (revenge porn) e pedopornografia, ma è fondamentale tenere presente che la legge entra in gioco solo quando è troppo tardi. Anche se il colpevole viene condannato, il danno per l’immagine e la reputazione è quasi sempre irreparabile e le immagini diffuse non potranno essere mai completamente rimosse da Internet. Ancora oggi è possibile recuperare agevolmente in rete le immagini di casi di revenge porn di 20 anni fa!

Le conseguenze sull’integrità psicofisica delle vittime possono essere molto gravi: etichette infamanti, cyberbullismo, attacchi di slut shaming, distruzione della propria autostima, profonda vergogna, interruzione delle relazioni sociali, tendenza all’isolamento, ansia, depressione, ma nelle situazioni più insostenibili si può arrivare ad autolesionismo, disturbi alimentari e suicidio. Purtroppo il sexting e gli altri fenomeni citati non riguardano esclusivamente i minori, ma anche moltissimi giovani e adulti con il rischio di minare stupidamente relazioni sentimentali, matrimoni, impieghi lavorativi, professioni e relazioni sociali. 

Non commettiamo l’errore di sottovalutare il sexting e le sue conseguenze. Molti esperti sono fortemente preoccupati dalla deriva pericolosa intrapresa dalla società digitale moderna, in particolare dai più giovani, che saranno gli adulti, i cittadini, i genitori e gli insegnanti della società di domani. Questo perché abbiamo investito moltissimo nell’evoluzione della tecnologia senza fare altrettanto per l’evoluzione dell’essere umano, inventando dispositivi sempre più smart per persone sempre più dumb. È urgente investire in etica, cultura e consapevolezza, analizzare e comprendere fenomeni, rischi e possibili conseguenze, per poter trasmettere ai nostri bambini e ragazzi principi più sani, abitudini appropriate e comportamenti razionali ed equilibrati. Solo così potremo proteggerli e contribuire a creare una società migliore, perché quanto abbiamo davanti agli occhi non è affatto confortante e non deve essere ignorato. Basta fare un salto su TikTok, su Instagram o nelle chat WhatsApp dei nostri giovani per averne una prova.

Nel mio nuovo libro “La tragedia silenziosa” tratto di tutto questo e di molti altri fenomeni e rischi legati all’uso inconsapevole e incauto del digitale, illustro i meccanismi che animano social e app, evidenzio le possibili conseguenze e suggerisco i migliori comportamenti da adottare per prevenire e gestire al meglio i possibili incidenti di percorso. È il mio contributo all’urgente necessità di innalzare la cultura e la consapevolezza della società moderna.

Ettore Guarnaccia

Manager, esperto di cybersecurity, padre, autore di libri, divulgatore ed educatore digitale.

Manager strategico certificato nel settore dell’information technology, della cybersecurity e della gestione del rischio informatico, opera come group director di uno dei più grandi gruppi bancari a livello internazionale. Esperto di leggi e regolamentazioni applicabili ai sistemi informativi e alla sicurezza, vincitore del premio “Cultura, innovazione tecnologica e sicurezza informatica” assegnato nel 2017 dal Clusit per la campagna aziendale di consapevolezza “Connessi e Consapevoli” e per aver saputo trasmettere valore umano. In precedenza è stato CISO e CIO di uno dei più grandi gruppi bancari italiani e information security officer della business unit Italy di un grande gruppo bancario internazionale.

Genitore di un ragazzo adolescente della generazione Z, dal 2014 è educatore in materia di fenomeni e rischi del digitale per volontariato e ha incontrato oltre 3.000 fra bambini e adolescenti, e oltre 1.000 adulti in eventi di sensibilizzazione in istituti scolastici e associazioni, e in radio e televisione, su temi legati al cyberbullismo, ai fenomeni social, alla sessualità online, all’adescamento dei minori, alla dipendenza dalla tecnologia e alla ludopatia digitale. Nel 2017 ha ideato il progetto “Generazione Z” per rilevare l’esperienza digitale dei minori e individuare i fattori di rischio correlati su un campione di oltre 2.000 soggetti da 8 a 18+ anni con un questionario di ben 100 domande.

Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro “Generazione Z – Fotografia statistica di una generazione ipertecnologica e iperconnessa” in cui ha rappresentato i risultati statistici del progetto e analizzato i principali fenomeni e rischi legati all’uso e abuso del digitale. Nel 2020 ha pubblicato il secondo libro “La tragedia silenziosa” dedicato agli effetti del digitale sulla società negli ultimi 15 anni, con particolare focus sulle nuove generazioni. La sua opera di divulgazione si svolge anche attraverso il suo blog personale www.ettoreguarnaccia.com.

Dove acquistare il libro

Il libro è disponibile su Amazon in formato cartaceo e in formato elettronico Kindle, ma è possibile richiedere copie cartacee o in formato PDF direttamente all’autore mediante il modulo di richiesta disponibile su questo stesso sito. Presto sarà disponibile anche l’audiolibro su Audible.


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