Consapevolezza, Covid-19, Evoluzione, In evidenza, La Tragedia Silenziosa, Social Media, Volontariato, World Wide Web

Possibile relazione tra digitale e aumento disturbi psicologici

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo sui tuoi profili social!Nel mio libro “La tragedia silenziosa” ho spiegato come l’avvento dei social e dei dispositivi digitali portatili – tablet e smartphone – possa aver generato […]
Se hai trovato utile questo articolo, condividilo sui tuoi profili social!

Nel mio libro “La tragedia silenziosa” ho spiegato come l’avvento dei social e dei dispositivi digitali portatili – tablet e smartphone – possa aver generato un impatto devastante sulla società moderna negli ultimi 15 anni. La crescente diffusione di social e smartphone nella massa (si veda il grafico sottostante che riporta i dati degli USA dal 2008 al 2022) è perfettamente sovrapponibile con l’aumento dei disturbi psicologici, stati d’ansia, fobia sociale, depressione, disturbi del comportamento alimentare, autolesionismo e tendenza al suicidio, definito “esponenziale” da psicologi, psichiatri e psicoterapeuti in tutto il mondo occidentale. Un aumento che si è aggravato ulteriormente a causa delle scellerate misure di gestione della pandemia da COVID-19: isolamento sociale, paura del contatto instillata nella mente delle persone e propaganda divisiva che ha messo gli uni contro gli altri con motivazioni scientifiche che sono state ampiamente smentite dai fatti, hanno provocato danni sociali devastanti.

Esiste una possibile relazione tra la diffusione dell’uso dei social media e dei dispositivi digitali (smartphone e tablet) a livello di massa e l’aumento progressivo dei disturbi psicologici, soprattutto nelle fasce d’età più basse (12-25 anni). L’aumento dei disturbi psicologici ha subìto un’impennata durante gli anni della pandemia da Covid-19. Linea gialla: diffusione dei social media (scala 0-100%). Linea verde: diffusione smartphone (scala 0-100%). Dati Pew Research Center (2002). Linea rossa: depressione 12-17 anni (scala 0-25%). Linea nera: depressione 18-25 anni (scala 0-25%). Dati The White House (2022).

A farne le spese sono soprattutto le nuove generazioni, i nostri figli, il nostro futuro. Già provati dall’intermediazione comunicativa e dalla dipendenza prodotte dagli strumenti digitali, sono stati privati per lungo tempo di contatto fisico e visivo, tono della voce, linguaggio del corpo e frequentazione con i loro pari, tutti elementi attraverso i quali essi creano la propria identità di essere umano, imparano a relazionarsi in maniera proficua e sviluppano empatia e competenza emozionale, elementi fondamentali per poter decodificare le reazioni altrui e le situazioni della vita. Osservando le nuove generazioni, si nota chiaramente come esse siano preda di apatia psichica e analfabetismo emotivo, che inducono a compiere azioni sul piano digitale senza essere in grado di prevederne e valutarne gli effetti sul piano reale.

Senso di isolamento e solitudine affliggono moltissimi giovani, che cercano di contrastarli con l’eccesso di esposizione digitale, una ricerca spasmodica di apprezzamento online da parte di perfetti sconosciuti, poiché quello dei coetanei non è sufficiente. Questa ricerca si traduce in un’esposizione eccessiva del proprio corpo, spesso con riferimenti espliciti all’atto sessuale (che in realtà compiono molto poco e in maniera confusa a causa dello stordimento indotto da ideologie malate promosse da un sistema che vuole renderli automi non senzienti). Instagram, TikTok, YouTube, Twitch e Onlyfans sono il terreno sul quale l’esposizione e la ricerca di apprezzamento trovano attuazione, in un delirio di emulazione acritica delle gesta altrui pur di essere parte del fenomeno e provare una qualche sensazione di esistenza, anche se effimera. Commenti e apprezzamenti di migliaia di sconosciuti diventano molto più importanti e desiderati di quelli dei famigliari, dei compagni di scuola e della cerchia di conoscenze del mondo reale.

Così, momenti privati (situazioni di coppia, gravidanze, nascite, figli, sport, ecc.) diventano di pubblico dominio, la provocazione (foto e filmati in costume e lingerie, pose e abbigliamento esplitici, ecc.) pervade molti contenuti, si promuove di tutto (influencer, personal trainer, canali onlyfans, pornografia, ecc.) senza alcun pudore né etica, gran parte dei contenuti sono improntati alla pura apparenza (fitness e relativi modelli fisici, interventi estetici, addominali, glutei, ecc.) e a idiozia e demenzialità. Il mondo della musica esalta droga, sesso, ricchezza, fama e successo, moltissimi giovani sono assuefatti ai videogiochi, tante giovani sono prigioniere dell’esibizionismo, mentre chi ha un’identità sessuale confusa rivendica pubblicamente il proprio essere diverso, senza accorgersi di essere in realtà lo stereotipo di tantissimi altri altrettanto confusi.

Oggi un giovane su quattro soffre di ansia, panico, depressione o autolesionismo, i disturbi alimentari sono aumentati del 40%, la tendenza al suicidio del 50%, i ricoveri per idee suicidarie o tentato suicidio del 75%, le richieste urgenti di consulenza neuropsichiatrica nella fascia 9-17 anni sono aumentate di 40 volte e si contano circa 4mila suicidi tra i giovani ogni anno. Se qualche anno fa era molto raro che un caso di disturbo psicologico/alimentare o di suicidio colpisse la nostra cerchia di affetti e conoscenze, oggi è un evento sempre più frequente (1 soggetto giovane su 4 ne soffre). Se la situazione è veramente preoccupante, le prospettive future sono terribili, poiché già si affaccia all’orizzonte un nuovo passo dell’evoluzione tecnologica e dell’involuzione umana, la sublimazione di tutto questo squallore: il metaverso. Ve ne parlerò in un prossimo appuntamento.

Ettore Guarnaccia


Se hai trovato utile questo articolo, condividilo sui tuoi profili social!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.